Alain Luciani, l’Autonomia prima di tutto

Alain Luciani, 40 anni,sposato con una figlia di 5 anni, è uno dei nomi alla ribalta nella lista dei candidati a ricoprire un posto di rilievo a palazzo Balbi, sede della Regione Veneto presieduta da due legislature dal “Doge” Luca Zaia, sempre più solo al comando avendo distaccato di molte lunghezze i suoi avversari, tanto da aver posizionato la sua lista “Zaia”, nei sondaggi, ben al di sopra anche della Lega Salvini Premier.

Candidato alle Regionali Venete a Padova, pone l’Autonomia del Veneto al primo punto del suo programma

Venetista convinto, Alain lavora nella periferia di Padova, insieme al fratello Andrea, in un negozio di vendita ed assistenza di computer. Entrato nella Lega Nord da ragazzo a metà degli anni 90, è rimasto subito affascinato dal carisma e dalla straordinaria abilità politica di Umberto Bossi.

Nel 2015, precursore rispetto ad altri, ha ideato un sistema che metteva in contatto la pubblica amministrazione con i cittadini, senza filtri, tramite un semplice strumento come Whatsapp che ha permesso grazie alle segnalazioni dei cittadini di risolvere migliaia di situazioni di degrado, di insicurezza, dell’ambito sociale, arrivando in alcuni casi a sventare anche alcuni furti.

Alain Luciani, già Assessore ed oggi delegato a capogruppo della Lega Nord Liga Veneta a Palazzo Moroni,sede del Comune di Padova (ha ottenuto il maggior numero di preferenza nella storia del Carroccio Patavina) , non è uno che vive di politica. Per rafforzare il suo bilancio familiare, nel 2019 non si è perso d’animo partecipando, uno tra i 4277 candidati, ad un concorso pubblico per assumere 80 impiegati comunali a 1300 euro al mese. Ed a dimostrazione che si può anche far politica senza essere per forza un “nominato/raccomandato”, quel concorso non l’ha vinto.

Oggi, con mille peripezie, è riuscito a conquistarsi un posto nella lista più importante in Veneto, quella lista “Zaia” che promette di sbalordire i prossimi 20 e 21 settembre.

Ha posto i bisogni dei Veneti, prima fra tutti l’Autonomia, in testa al suo programma, tanto da stringere accordi anche con sigle autonomiste come Rete 22 Ottobre per l’Autonomia.

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E cominciamo proprio dal venetismo la nostra chiacchierata con Alain.

Alain Luciani, osservando il suo profilo facebook, non può sfuggire, nella sezione lingue conosciute, al primo posto “Lengua veneta”, al secondo “Lingua inglese” e solo al terzo “Idioma italiano”. Ci spiega questa classifica?

Con tutto il rispetto per l’italiano, la “Lengua veneta” è da sempre depositata nella coscienza dei veneti che, per la maggior parte la considerano la loro vera prima lingua, quella con cui comunicano non solo parole ma stati d’animo. Volente o nolente il veneto si sente prima veneto e solo in seconda battuta italiano. La “Lengua” è profondamente radicata ed è uno dei fattori che ci fa sentire un popolo, il popolo Veneto.

Lei ha una notevole esperienza politica locale. E da parecchi anni consigliere comunale ed è stato anche Assessore a Padova. Si è conquistato la candidatura regionale per il vasto seguito che ha acquisito tramite un grande lavoro sul territorio. Come vede il suo contributo a Palazzo Balbi?

Se la sua domanda si riferisce alla possibilità, che purtroppo a volte diventa realtà, che possa abbandonare le mie battaglie ed il mio attaccamento e collegamento con il territorio, la tranquillizzo subito. I cittadini e le associazioni che mi sostengono sanno quali sono le mie idee ed i miei propositi e li condividono. Sedermi su una poltrona in Regione per quanto mi riguarda non coinciderà con il distacco dai miei valori o con l’abbandono delle mie battaglie, prima fra tutte quella per ottenere una vera e convincente Autonomia per la mia regione. Lavorerò a stretto contatto con chi mi sta sostenendo e renderò conto del mio operato. Sono convinto che questa legislatura regionale che si sta per aprire, vista anche l’accresciuta popolarità del presidente Zaia, unita al fatto che sarà necessariamente il suo ultimo mandato, sarà risolutiva. I Veneti sono stati presi in giro da troppo tempo da governi che tutto volevano tranne che concedere una Autonomia seria. Se servirà mobiliteremo ancora i Veneti per arrivare al risultato. Non possiamo più sbagliare.

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Luciani, si parla di diktat provenienti da via Bellerio per obbligare i militanti del partito a fare campagna elettorale solo per il simbolo della Lega Salvini Premier e non, ad esempio, per la lista Zaia che è la sua lista. Questo sarebbe, secondo i rumors, provocato dai sondaggi che darebbero la lista Zaia molto più avanti della stessa Lega. Siamo a questo punto?

Guardi, lungi da me alimentare polemiche. Il presidente Zaia ha accresciuto enormemente la sua già vasta popolarità per la sua credibilità e per ciò che ha fatto per il Veneto anche nella emergenza Covid che ci ha investito tutti. La migliore risposta alla sua domanda è il gradimento di Zaia che, stando ai sondaggi, sfiora il 75%. Tutto il resto è noia.

Come vede il Partito dei Veneti ?

Guardi, ho molti amici anche nel PdV e condivido molte delle loro battaglie. Certo hanno probabilmente visto ridurre il loro spazio d’azione a causa del “ciclone Zaia”. Non mi dispiacerebbe, qualora riuscissero ad entrare in Consiglio, cosa che auguro loro, potessero fungere da stimolo a supporto della azione di Zaia per ottenere l’Autonomia.

Quindi, per concludere, per l’Autonomia in Veneto questa è la volta buona?

Deve esserlo, non ci sono alternative. L’economia veneta basata prevalentemente su piccole imprese spesso familiari sta soffrendo enormemente da anni una crisi economica cui il Covid ha dato quasi un colpo di grazia.  La burocrazia impossibile e la tassazione al limite della rapina non sono più sostenibili. Le risorse prodotte in Veneto devono rimanere in Veneto. I Veneti non si sono mai tirati indietro sulla solidarietà ma che questa venga decisa dai Veneti stessi e non imposta da Roma per poi come da sempre, alimentare inefficienza e clientele.

Gianantonio Bevilacqua
Gianantonio Bevilacqua 238 altri articoli
Gianantonio Bevilacqua, giornalista pubblicista dal 1998 Ordine dei Giornalisti - Regione Lombardia. , Esperto di difesa e politica

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