Ceccardi (Lega) candidata alle regionali in Toscana: “Imagine di John Lennon canzone marxista”

“Il sindaco del mio Comune invitò a cantare Imagine e non gli inni di Natale. Lo stesso John Lennon disse che era una canzone di ispirazione marxista e le parole lo sono”. Sono le parole di Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra alle elezioni regionali in Toscana, ai microfoni di In Onda, su La7.

‘Immagina un mondo senza religione, senza confini, senza proprietà privata’… Qualcuno quel mondo non l’ha immaginato, l’ha realizzato. Sotto l’Unione Sovietica, senza religione e senza proprietà che era un delitto. E’ poesia, si sa che i poeti hanno anche visioni differenti. Il mio era un discorso letterario…”, aggiunge.(fonte Adnkronos)

Oltre che superficiale, l’affermazione della Ceccardi dimostra una ignoranza musicale oltre alla volontà di voler strumentalizzare anche un monumento del pop mondiale che ha fatto sognare milioni di giovani prima e di generazioni poi. Dimostra inoltre di non aver minimamente compreso il personaggio “John Lennon” ed i motivi della sua metamorfosi musicale. Il populismo trasportato anche nella musica. Ale termine di questo articolo mostreremo il testo di “Imagine” ed una esecuzione di John.

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«Mai e poi mai ci saremmo sognati che promuovere la pace nel mondo potesse essere tanto pericoloso», svela Yoko Ono nel film,«ma è proprio per questo che la nostra storia va raccontata adesso (nel 2006, ndr), nei giorni della guerra in Iraq».

The U.S. vs. John Lennon, fu un documentario firmato da David Leaf e John Scheinfeld  presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2006. Il film racconta la trasformazione dell’ex Beatle da idolo pop a simbolo del pacifismo, con i suoi ripetuti appelli contro la guerra del Vietnam e gli attacchi alla politica estera americana.

Come leader dei Beatles John era probabilmente la persona più famosa d’Occidente. Quando ha deciso di mettere la sua fama al servizio della pace non voleva promuovere se stesso, ma regalare al mondo una situazione migliore. In realtà Lennon era un ribelle, non credo abbia qualcosa in comune con i grandi leader. Lui voleva utilizzare la sua arte per far capire quello che pensava e che sentiva, per far sì che altri potessero fare del mondo un posto migliore. Era stanco di essere stato un idolo, sapeva di non essere la risposta alle domande del mondo, voleva semplicemente provocare la gente affinché ponesse le domande giuste. Forse solo Bono è paragonabile a lui: è un grande leader, sostiene la causa dei malati e dei deboli

Etichettare come “marxista” Imagine, utilizzata ovunque nei decenni successivi, come canzone simbolo della pace è come definire “auto con 4 ruote ed un volante” una Ferrari di Formula 1. Significa non aver capito nulla del perchè un artista è tale, quali siano le motivazioni profonde che spingono da dentro un artista ad esprimersi. Significa voler buttare a mare generazioni di musicisti, forse tutti i musicisti più famosi degli anni 70 e 80, diventati tali perchè portavoce di sentimenti, condivisibili o meno, di rivolta, contestazione e rivisitazioni profonde del proprio essere.

Ma il populismo che apparentemente travolge tutto, sarà travolto dalla pochezza dei suoi argomenti e dallo spessore “zero” che ne contraddistingue l’attività politica.

Lasciamo quindi Susanna Ceccardi alle sue frasi stereotipate da palco ed ascoltiamo, anche solo per la bellezza del brano Imagine di John Lennon. Lui rimarrà nella storia, sulla Ceccardi abbiamo qualche dubbio.

Ecco il testo di Imagine tradotto in italiano :

Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate  tutta le gente
Che vive solo per l’oggi

Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente
Che vive la vita in pace

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità

Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.

Gianantonio Bevilacqua
Gianantonio Bevilacqua 238 altri articoli
Gianantonio Bevilacqua, giornalista pubblicista dal 1998 Ordine dei Giornalisti - Regione Lombardia. , Esperto di difesa e politica

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