Villa Pamphili o Città di Smeraldo?

Quando si reitera nell’atteggiamento di sufficienza per non dire di indifferenza verso il mondo delle disabilità e dei caregiver familiari si tratta davvero di circostanze che gridano vendetta al cospetto di Dio.”

Con queste dure parole l’associazione Confad, Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità, condanna l’atteggiamento del governo che, ancora una volta, dimentica la disabilità ed i caregiver familiari relegandoli come consuetudine “alla voce varie ed eventuali”.

Una battaglia, quella dell’associazione Confad, che NordNotizie ha deciso di seguire ed appoggiare dandogli voce e spazio, ritenendola sacrosanta e scandalosamente dimenticata dalle istituzioni. Per questo motivo la redazione ha deciso di pubblicare integralmente il comunicato inviatoci dal presidente Alessandro Chiarini senza aggiungere nessun altro commento per non snaturarne il messaggio.

Villa Pamphili o Città di Smeraldo? 1 Nord Notizie

Allegoria e metafora erano già appartenute al romanziere Baum per denunciare gli eventi e gli interessi politici, economici e sociali del suo tempo.

Il Mago di Oz, sovrano del Regno di Oz rappresenta la condizione umana, ovvero il dominio dell’Ego sulla coscienza. Il sovrano del Regno di Oz, che si rivelerà un semplice ed imperfetto umano che con estrema furbizia ha truffato l’intera popolazione spacciando falsi poteri magici per esaudire bisogni, è la misura che l’uomo utilizza per dare valore alle proprie azioni, che nell’happy end della storia raggiunge la presa di coscienza e la nuova misura per dare valore alle esperienze vissute.

Ci saremmo aspettati che la Città di Smeraldo dei nostri giorni, nella meravigliosa cornice di Villa Pamphili, fosse stata il luogo della coscienza, il luogo della rigenerazione dove la coscienza stessa, rielaborando le esperienze, si sarebbe potuta arricchire per farci riflettere sulla necessità di valorizzare ciò che già abbiamo dentro, in particolar modo se ciò che è fuori di noi consente a mistificatori, finti maghi (e politicanti) di farsi credere la soluzione ai nostri problemi senza impegno reale e concreto.

Il presidente Conte ha avocato a sé le politiche sulla disabilità, e nel momento in cui si ricercano risorse e priorità per il futuro dopo la pesantissima fase 1 dell’emergenza covid-19, la disabilità ed i caregiver familiari finiscono ancora una volta alla voce “varie ed eventuali”: eppure le promesse di aiutare erano declamate. Uccidere la strega dell’Ovest, superare lupi, cornacchie, api nere, esercito dei galloni, le temibili scimmie alate, Dorothy a lavorare come una serva, il leone rinchiuso in gabbia a digiuno finché non accetterà di trainare la carrozza della strega, alberi guerrieri che sbarrano la strada, il ragno gigantesco, le teste di Martello! Tutto è stato sopportato dalle famiglie con disabilità e dai caregiver familiari.

Cosa è successo a Villa Pamphili?

Una ennesima passerella per le associazioni che storicamente hanno occupato i tavoli dell’interlocuzione, senza che nessuno realmente si sia posto la questione sulla effettiva rappresentatività e sulla necessità inderogabile di scindere nettamente l’interlocuzione con le associazioni che rappresentano solo ed esclusivamente le persone con disabilità ed i caregiver familiari dalle associazioni che si occupano anche dell’ erogazione dei servizi, delle residenze, insomma di interessi economici che inevitabilmente non possono essere coincidenti con quelli prioritari delle famiglie con disabilità. E ciò fa a cazzotti con il contesto storico culturale di una Nazione dove abbiamo una pletora di esponenti politici di tutti i colori che tessono le lodi e si ergono a paladini della difesa e del sostegno delle famiglie, fatto salvo che poi, all’atto pratico, tutta questa grancassa svanisca nelle nebbie dei palazzi romani.

Confad da un lato continua senza pause la sua attività di sensibilizzazione della classe politica, anche se le informative via Pec inviate alla presidenza del consiglio non sortiscono a volte neanche una riga di risposta.

Ma si sa, il Mago di Oz è allegoria e metafora che resiste bene da decenni, finanche ai nostri giorni.

Mentre nell’azione quotidiana, Confad sta sviluppando una rete d’azione tesa al conseguimento di obiettivi concreti, quali la rivendicazione di diritti negati da enti territoriali disorganizzati o negligenti di fronte a leggi che prevedono misure la cui esigibilità deve essere ottenuta attraverso azioni e ricorsi.

Spiace doverci esprimere in questo modo, ma quando si reitera nell’atteggiamento di sufficienza per non dire di indifferenza verso il mondo delle disabilità e dei caregiver familiari si tratta davvero di circostanze che gridano vendetta al cospetto di Dio.

E poi, dopo le trombe squillanti di Villa Pamphili, cosa accade?

Accade che una piccola ma combattiva associazione di Torino, l’Utim, riesce meritoriamente ad ottenere una sentenza in corte d’ appello ed una successiva pronuncia della corte costituzionale sull’incostituzionalità di un importo largamente al di sotto del minimo vitale, a proposito della pensione d’invalidità che ad oggi è inferiore ai 300 euro mensili. Vedremo gli sviluppi della vicenda. In ogni caso consideriamo positivamente che si sia riaperta la questione dell’evidente risibile importo delle pensioni d’ invalidità.

Fortunatamente nel regno di Oz, ci sono ancora persone che non si lasciano irretire dalle mistificazioni e cercano quotidianamente di agire. Ma rimane l’amaro comprendendo che non servono poteri magici né abilità particolari per costruire progetti ma esiste la volontà di affrontare sfide e intelligenza per migliorare e crescere che questo Paese è incapace di applicare o si ciarla di fare.”

C.O.N.F.A.D. Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità

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Regista televisivo e teatrale

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