Un canto improvvisato dai soldati…la nostra marsigliese. La Rivista Garibaldina.

di Marcus Dardi

Ricordo sempre con molto amore questa canzone perché da bambino la cantavamo a scuola molto spesso. Poi in uno show del sabato sera ricordo un teatro canzone fatto da Mina e dalla Carrà dove cantavano insieme questa canzone.
La Rivista Garibaldina è un canto che appartiene al nostro filone risorgimentale. E’ una canzone molto allegra, orecchiabilissima e di cui sarebbe un vero peccato perderne il ricordo poiché fa parte anche del nostro patrimonio delle canzoni folk.
Il titolo di questa canzone è molto controverso, così come l’ordine e il testo delle sue strofe e così come l’anno di nascita ed anche l’autore.
Il titolo di questa canzone è “Rivista al Corredo”, ma è conosciuta anche come “La Stella dei Soldati” o come “La Rivista Garibaldina” o come “E Le Stellette” o come “E tu biondina”. Come dicevo prima, il tutto è molto controverso.
Dalla canzone “La Stella dei Soldati” è stato preso il ritornello. La data di origine si stima intorno al 1866 e sulle strofe si presume che siano state improvvisate dai soldati che la cantavano.
Come sarà andata?
Beh la storia più verosimile è molto simile a quella della canzone simbolo della Francia “La Marsigliese” nata spontaneamente durante la marcia dei soldati francesi da Marsiglia verso Parigi.
Ebbene “La Rivista Garibaldina” è nata tra le file dei soldati garibaldini, quasi tutti del nord, durante la marcia dei mille del 1860, durata 5 mesi, per l’unificazione dell’Italia.
La canzone venne cantata ancora durante la prima guerra mondiale dai soldati, per rinfrancare il morale in trincea, venne ricantata durante la seconda guerra mondiale ed infine venne introdotta in tanti numeri del Teatro d’avanspettacolo e riproposta negli show televisivi degli anni 60.

https://www.youtube.com/watch?v=IpDdxNdD80E

LA RIVISTA
Capricciosa Garibaldina

E le gi-berne che noi portiamo, son porta cicche, son porta-cicce,
E le gi-berne che noi portiamo, son porta cicche di noi sol-dà.
E tu bion-dina capricciosa garibal-dina tru..la..la, tu sei la stella, tu sei la stella,
e tu bion-dina capricciosa garibal-dina tru..la..la tu sei la stella di noi sol-dà.
E la ga-vetta che noi portiamo, è la cucina, è la cucina
E la gavetta che noi portiamo, è la cucina di noi sol-dà.
E tu bion-dina capricciosa garibal-dina tru..la..la, tu sei la stella, tu sei la stella,
e tu bion-dina capricciosa garibal-dina tru..la..la tu sei la stella di noi sol-dà.
E la bor-raccia che noi portiamo è la cantina, è la cantina,
E la bor-raccia che noi portiamo è la cantina di noi sol-dà.
E tu bion-dina capricciosa garibal-dina tru..la..la, tu sei la stella, tu sei la stella,
e tu bion-dina capricciosa garibal-dina tru..la..la tu sei la stella di noi sol-dà.
E le stel-lette che noi portiamo, son disciplina, son disciplina
E le stel-lette che noi portiamo, son disciplina di noi sol-dà
E tu bion-dina capricciosa garibal-dina tru..la..la, tu sei la stella, tu sei la stella,
e tu bion-dina capricciosa garibal-dina tru..la..la tu sei la stella di noi sol-dà.

Un abbraccio/ a big Hug
Marcus Dardi

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