Autonomia, l’idea è che ci state prendendo per il culo.

C’era una volta l’Autonomia in 15 minuti, poi è arrivata quella entro Giugno, poi entro Natale, quella senza soldi, quella con poche competenze, quella senza competenza, poi l’Autonomia che non si può fare perché perdiamo i voti al Sud per arrivare alla Autonomia solidale entro Dicembre (quello dopo), infine è arrivata l’ultima versione di Autonomia, quella che la facciamo la prossima volta. Il Ministro per l’Autonomia Boccia ormai fa il Covidcommissario a tempo pieno e addirittura vuol commissariare la Lombardia. Se gli prende la mano commissaria anche la Svizzera.

Ma oggi è cambiato tutto. Oggi il Veneto non può stare senza Autonomia, «Chi non vuole l’autonomia non governerà con noi né in Veneto né a Roma», la Lombardia ha meritato di essere Autonoma, addirittura Toti che diventa indipendentista, la Lombardia Stato di Caparini fino al niet ai Fratelli (d’Italia) se non diventano autonomisti pure  loro. La politica commerciale è cambiata, sarà mica perché i napolicalabrosiculopugliesi hanno capito la “sola” e decidono di provare a seminare altrove? Ma perché i “fessi” siamo sempre noi al Nord dove basta che ci attacchino una carota al ciuccio e noi la seguiamo senza batter ciglio?

Al di la di coloro, e purtroppo per noi sono tanti,  che hanno fatto atto di fede nei confronti dei loro “mahatma” e li seguono e santificano fino all’estremo sacrificio, le persone ancora dotate un sufficiente numero di neuroni attivi e di attività sinaptica apprezzabile, cominciano ad avere la netta sensazione di essere presi per il culo. Il grande problema è che questa sensazione non si limita alla richiesta di Autonomia ma investe tutto ciò su cui la politica riesce a mettere le mani. Promettere è il mantra, mantenere oggettivamente e’ da pirla. Semino con la propaganda, fatturo e poi per consegnare il prodotto è come per morire, c’è sempre tempo.

La politica ormai, da un punto di vista mediatico e di marketing è piegata allo stesso livello del Mulino Bianco, dell’Aperol, o di Intimissimi (e non mi abbasso alla Nutella) con la sola differenza che se ti convincono, i biscotti, lo spritz o le mutande li porti a casa. Con la pubblicità politica porti a casa il nulla cosmico, semmai qualche inchiappettata fiscale inattesa. Il “bene” politico, scambiato con il prezzo del tuo voto, per lo più è zero quando non si rivolta contro te stesso.

Capita poi di “comprare” un’idea e trovarsene in casa un’altra, un po’ come se ordinassimo dei biscotti e ci arrivano a casa degli assorbenti igienici. “Ma io avevo comprato dei biscotti…..” e ti ritrovi scritto in piccolo in basso sulla confezione che “non sussistevano più le condizioni perché io potessi continuare a svolgere la mia missione in questo o quel partito….”. Ma bel pirla, ti avevo votato proprio perché eri in quel partito e tu lo cambi? Vincolo di mandato tutta la vita……

Credo che l’assenza di vincolo di mandato porti inevitabilmente a delle deflorazioni non volute. “Ho votato quello la di Forza Italia, mi stava simpatico, com’è che me lo ritrovo nel PD?”, oppure “finalmente una grillina milanese per  cercare di metterla in quel posto a Salvini” e taac, te la ritrovi in Lega ed in quel posto lo mettono a te.

Ma tornando all’Autonomia, non è che se ieri avevi la bancarella piena di gadgets indipendentisti ed oggi la ritroviamo tutta un tricolore, domani non ci poniamo dei perché se la troviamo piena di adesivi “via da Roma”. Saremo pecoroni rimbecilliti ma qualche ragionamento, sempre limitatamente ai non tifosi, dotati di celluline grigie, siamo ancora in grado metterlo in fila.

Però noi siamo potenzialmente dei buoni consumatori. Convinceteci che la merce non è avariata e soprattutto…esiste. Convinceteci con i fatti che il Nord è in testa ai vostri pensieri, non per calcolo elettorale ma perché vi rispunta nel cervello qualche barlume di idea che porta a difendere il territorio dove siete nati e cresciuti anche politicamente.

I fatti, questi sconosciuti. Vogliamo vedere che siete in grado di mobilitare le masse per l’Autonomia almeno al pari di quanto l’avete fatto per la Vergine Maria, vogliamo vedere i presidenti delle Regioni che emettono l’ordinanza per la nomina degli insegnanti. Vogliamo vedere una parte rilevante delle nostre tasse buttate nel calderone romanocentrico che tornano indietro per migliorare sanità, strade, welfare, trasporti, scuole. Vogliamo vedere che quelle tasse che tornano indietro servono, secondo il principio di sussidiarietà, a risolvere i problemi della scuola di Sacro Monte che va in pezzi. Vogliamo vedere che l’altra parte delle nostre tasse, la utilizzate direttamente, senza passare dal Via (del Monopoli, ma anche da Roma) per creare strutture e lavoro nelle regioni che finora i nostri soldi li hanno “sprecati”, si diciamo così perché se uso la parola “rubati” poi mi querelano. Vogliamo vedere che le cose cambiano davvero, in senso Autonomista e poi, sperabilmente Federalista. Gli Autonomisti, quelli veri, non vi faranno passare più niente senza i fatti. Carosello è finito. Noi Autonomisti veri terremo i canini ben piantati nelle vostre giugulari finchè l’obiettivo non sarà raggiunto.

Basta scuse scaricando colpe, basta con le ambizioni di andare a governare solo per occupare poltrone di prestigio. Sapete meglio di tutti che da li non sia cambia niente. Se volete andare a Roma fatelo per ricattare i governi per avere ciò che ci spetta con l’aiuto del popolo.

Forse qualche lezione su come si fa da Mr Jürgen Wirth Anderlan, comandante delle compagnie Schutzen non può che giovarvi.

Gianantonio Bevilacqua
Gianantonio Bevilacqua 238 altri articoli
Gianantonio Bevilacqua, giornalista pubblicista dal 1998 Ordine dei Giornalisti - Regione Lombardia. , Esperto di difesa e politica

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