La questione settentrionale

Il Governo Conte ha da poco chiuso la kermesse “hollywoodiana” degli Stati Generali, praticamente il nulla cosmico, senza aver minimamente preso in considerazione l’unico vero grande problema che si doveva risolvere, l’arrivo di un vero e proprio tsunami economico, in autunno, che travolgerà l’intero paese. E parlando di tsunami economico non si può fare a meno di parlare del nocciolo del problema, la questione settentrionale. Bisogna avere il coraggio di sottolineare e spiegare che il nord del paese è il motore dell’economia nazionale, che le industrie piccole e grandi, soprattutto le piccole e medie, vera spina dorsale dell’economia stessa, sono tutte concentrate tra Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria.

Villa Pamphili non ha prodotto nessun tipo di soluzione, nessun piano strategico, solo proposte legate al peggior passato, con idee totalmente in antitesi con il futuro, peggio un passato terribilmente arrancato ad un futuro che non esisterà mai. Il piano Colao? La fiera delle ovvietà, la maggior parte delle quali nemmeno lontanamente applicabili. Parlare, per esempio, della sburocratizzazione del paese è un disco rotto che sentiamo da almeno tre decenni senza aver mai prodotto nessun risultato. Il problema italico, oltre ad un debito pubblico faraonico, è e rimarrà sempre il grandissimo divario tra un nord prosperoso, produttivo, all’avanguardia, moderno, sviluppato, che corre a duecento all’ora ed un sud assistenzialista, parassitario e vera zavorra del progresso.

Pensare che un governo totalmente meridionalista possa trovare soluzioni che non ha nel proprio dna è una sciagura per tutto il Nord. Non a caso il neo Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ex numero uno della potente Assolombarda, ha attaccato pesantemente il premier Conte e tutto il governo per l’immobilismo, per le scarse, pessime iniziative messe in atto a favore di un rilancio vero dell’economia. Fanno rumore anche le dichiarazioni di due sindaci lombardi, due novelli Don Abbondio fino a qualche giorno fa, quali il sindaco di Milano Giuseppe Sala ed il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Il primo ha attaccato pesantemente lo smart working dichiarando che è ora di ritornare a lavorare, mettendo l’attualità economica al primo posto dell’agenda politica, il secondo contestando la linea di Zingaretti, una linea considerata deficitaria.

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Carlo Bonomi neo Presidente di Confindustria

Appunto perché il nord è il motore dell’economia, il post lockdown deve ripartire ma ripartire seriamente, concretamente, in virtù del fatto che il mondo intero è in difficoltà, nessuno probabilmente si troverà più nelle condizioni di prima della pandemia, addirittura, secondo molti cosidetti addetti ai lavori, ci sarà in ballo l’esistenza stessa dell’Europa, della sua moneta, ma anche e soprattutto la sopravvivenza di molte moderne democrazie. Quello che invece provoca molta amarezza, visto che in autunno dovremo fare i conti con le statistiche, il calo esorbitante del pil, del rischio di innumerevoli fallimenti e chiusure di aziende ed attività commerciali, della perdita di migliaia e migliaia di posti di lavoro, e’ il fatto che la questione settentrionale abbia, al momento, solo una voce, appunto quella del Presidente di Confindustria.

È necessario che nella classe politica emerga, il prima possibile, una figura che si prenda carico di tutte queste istanze, magari anche un soggetto politico in grado non solo di dare voce a queste mancanze ma di tradurle in progetti e soluzioni credibili. La partita del futuro si gioca al Nord, non si può fallire!

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Fabio Sandroni 42 altri articoli
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1 Commento

  1. Vogliamo la Lombardia indipendente. (Fin che succedono questi fatti: Salvati in acque internazionali dalla nave Sea Watch, sono 28 i migranti positivi al coronavirus e imbarcati sulla nave quarantena Moby Zazà. L’imbarcazione con 209 migranti a bordo si trova, come riporta Ansa, a Porto Empedocle (Agrigento).

    I tamponi erano stati effettuati ieri mattina, mentre ieri sera era stato reso noto che uno dei migranti sbarcati dalla Sea Watch era stato ricoverato a Malattie infettive dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta)
    Noi Lombardi tutti quando potremo fare il tampone ?… e questo non è populismo…è realtà. Politici di m…a non vi vogliamo più

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