Cosa si serviva nelle osterie? Pan Moià

di Marcus Dardi

Quando si parla di tradizioni, si nomina spesso l’osteria e allora diventa giusto chiedersi. Cosa si serviva nelle osterie antiche oltre il vino?
Sicuramente dei cibi molto semplici e molto economici.
Pare che il termine “menù del giorno” sia nato proprio in osteria dove veniva servito quello che offriva l’orto.
Sicuramente vi erano minestroni, risotti, verdure fresche e polenta.
Non mancava certo il piatto più povero della cucina lombarda che è il famoso Pan Moià.
Come si fa il Pan Moià? Si prende del lardo pestato, del trito di aglio, della cipolla e del prezzemolo. Si fa bollire il tutto in 2 litri d’acqua.
In ciotole di terracotta si mettono poi due fette di pane di farina gialla per ciotola e si versa il brodo bollente. Venivano usati anche gli avanzi del pane.
Le osterie sono vecchie come il mondo.
Il termine deriva dl latino “hospitem” che significava ospitare.
Il loro primo sviluppo però si data intorno al 400 a.C. quando, con lo sviluppo dell’economia monetaria, si diffusero ovunque taverne, trattorie e locande con letti e ricoveri per animali.
Questi locali erano situati nei porti, nelle città commerciali, presso santuari e templi.
Anche nei vangeli, e precisamente in quello di San Luca e nella parabola del buon samaritano, si parla di una locanda.
Nell’antica Roma le osterie venivano chiamate enopolium o thermopolium poiché si servivano vino e cibi semplici.
Il termine Hostaria però è di epoca medioevale, ci arriva dalla Serenissima Repubblica di Venezia del XIII secolo.
Nella nostra tradizione lombarda quando parliamo di osterie, nelle canzoni e nella letteratura, partiamo dal 1600 in su e questo grazie al grande Alessandro Manzoni e ai suoi Promessi Sposi che è stato il primo romanzo importante che ci racconta della vita della gente comune e dei soprusi dei nobili, capi e capetti nei loro confronti.

https://www.youtube.com/watch?v=Bv49af4QNuE

Un abbraccio/ a big Hug
Marcus Dardi

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1 Commento

  1. Mi permetto ricordare che nell’antica Roma era la “popina”, la classica trattoria romana, con tanto di pergola esterna. Mentre le “tabernae vinarie” ,le nostre attuali osterie con cucina, erano inizialmente destinate alla vendita del vino, poi nel tempo (sopratutto lungo le consolari) si sono trasformate in locali per la consumazione dei vini e dei pasti cotti a base di ceci, rape, salagione e formaggi. Curiosità: il vino era venduto e servito solo per accompagnare i cibi che venivano consumati sul posto.

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