I Lombardi: nuovi schiavi delle colonie. Risposta a Gianni Fava

Leggiamo con interesse l’articolo di Gianni Fava apparso su “La Voce del Nord” lunedì 8 Giugno dal titolo “I Lombardi: nuovi schiavi delle colonie” (leggi qui) dove l’ex parlamentare ed ex Assessore alla Agricoltura di Regione Lombardia prende spunto da Kwame Nkrumah, autoritario, rivoluzionario africano che divenne il primo Presidente della neo nata Repubblica del Ghana.

Fava prende a prestito le affermazioni di Nkrumah sul desiderio di libertà dei popoli per contrapporle alle affermazioni di Ferruccio de Bortoli che sull’Huffington Post dichiara tutto il suo malessere nel constatare l’insorgere di uno spirito anti lombardo nel paese scaturito dalla crisi Coronavirus che ha messo in evidenza una storica insofferenza da parte delle regioni geograficamente a sud della linea gotica, nei confronti del popolo lombardo, ora colpevole di essere il possibile untore di parti del paese che hanno vissuto la crisi sanitaria quasi più dalle colonne dei giornali che da una emergenza vera e propria osservando l’emersione di una vera e propria invidia sociale, maturata e nascosta per decenni e che finalmente trova sfogo in quella che a Roma ed al Sud viene vista come una debacle sanitaria nella regione che ha sempre vantato l’eccellenza in campo sanitario.

Kwame Nkrumah, morto nel 1972 si batté a favore di un’unione politica tra gli stati africani e la sua denuncia del neocolonialismo, è stato spesso oggetto di critiche negli Stati Uniti e in Europa per i suoi metodi autoritari di governo e il suo radicalismo.

La conclusione di Gianni Fava è tranchand.

“I Lombardi di oggi stanno allo stato centrale quanto i “negri” della allora Costa d’oro stavano ai coloni inglesi. Molti lombardi oggi sono i nuovi “negri” del Ghana, sfruttati e dileggiati quanto loro dagli sfruttatori che si nascondono dietro un tricolore. Speriamo che arrivi presto un nuovo Kwame Nkrumah. Per ora sono rimasti solo mesti ascari politici in circolazione.

Parole assolutamente condivisibili alle quali ci associamo. I Lombardi in particolar modo, seguiti dagli altri popoli del Nord, lavorano oggi molto più per mantenere lo status quo romano (qualunque sia la composizione di governo) che per sviluppare la propria attività e sfamare, in modo dignitoso, la propria famiglia e quella dei propri dipendenti.

Se de Bortoli si è svegliato solo adesso ne prendiamo atto con interesse ed aspettiamo che alla penna seguano i fatti da buon carbonaro lombardo.

Ma una osservazione ci permettiamo di avanzarla anche a Gianni Fava, indiscutibile difensore dei diritti dei popoli lombardi e del quale apprezziamo la saggistica dalle colonne de “La Voce del Nord” e di “Terre di Lombardia”. Pensiamo però che una personalità politica come la sua mal si adatti a contestare lo stato di sottomissione lombardo limitandosi agli stessi strumenti utilizzati da Ferruccio de Bortoli. Da chi è condottiero di una idea, il popolo si aspetta che diventi condottiero anche nella contrapposizione delle stesse per far si che le battaglie di Kwame Nkrumah diventino le battaglie lombarde. La crisi Coronavirus, che tra l’altro l’amico Gianni ha vissuto direttamente sulla sua pelle, ci ha mostrato che è il tempo di dare forza e forma a quelle discrasie messe in mostra dalle parole dell’ex direttore del Corriere della Sera, uno degli stupiti eccellenti messo sul banco degli imputati da Fava

C’è chi minimizzando queste ataviche divisioni tra popoli diversi, cerca di appiattire le differenze, a tutto vantaggio del mantenimento dello status quo. Va invece esaltato questo neanche velato spirito neorazistoide inverso che emerge quasi come spirito di rivalsa, aspettando, ma non auspicando, che il Covid 19 non sia una moda equivalente al panettone ed al pandoro ma metta in evidenza ciò che non è per fortuna avvenuto

All’amico Gianni ed a tutti gli amici che sentono l’occupazione dello Stato romano oppressivo, chiediamo di entrare nell’arena a combattere con la spada i leoni del centralismo e difendere ciò per cui hanno combattuto ed oggi difendono dalle righe dei loro editoriali. Oggi il Nord è senza mura, senza difese, senza condottieri. E’ terra di conquista da parte di chi mistifica la voglia di riscossa della gente che da sempre paga.

La crisi Covid ha fatto emergere l’iceberg della differenza. Se attendiamo che affondi di nuovo saremo stati colpevoli.

Gianantonio Bevilacqua
Gianantonio Bevilacqua 238 altri articoli
Gianantonio Bevilacqua, giornalista pubblicista dal 1998 Ordine dei Giornalisti - Regione Lombardia. , Esperto di difesa e politica

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