Benvenuto Presidente, o forse anche no!

Benvenuto Presidente.

Benvenuto a Codogno. L’aspettavamo. L’aspettavamo da tanto tempo. Esattamente da quel maledetto 20 febbraio quando il primo paziente fu ricoverato. Aspettavamo almeno un suo cenno. Ma forse lei, prudentemente, ha rispettato le indicazioni ed ha deciso di non uscire di casa. Quella modesta dimora, il Quirinale, che ci costa 224 milioni all’anno, con i suoi 765 dipendenti, più del doppio della Casa Bianca, ma che a nessuno dei paladini dei tagli dei costi della politica viene in mente di contestare.

Benvenuto Presidente. Sa Codogno è in Lombardia, quella terra martoriata da questa pandemia. Quella terra che il grande, immenso Gianni Brera definì nazione affermando “Posso dire che esiste una nazione lombarda e persino una nazione brianzola nella nazione lombarda. Non sono affatto sicuro dell’esistenza di una nazione italiana”. Pensi Presidente che proprio a Codogno, Brera perse la vita in un incidente stradale quel tragico 19 dicembre 1992. Chissà se lo ricorderà nel suo discorso, e magari una visitina al cimitero di San Zenone al Po, dove riposa, le farebbe anche bene, la farebbe riflettere.

Benvenuto Presidente. Pensi, lei è riuscito in un miracolo. È riuscito a rendere orgoglioso della sua visita, definita “un segno di speranza” anche chi, fino a qualche anno fa, contestava, assieme al suo partito, l’istituzione che lei rappresenta. Un vero miracolo che è riuscito a compiere nel nome di quell’essere presidente di tutti gli italiani. O forse non è stato tutta farina del suo sacco e hanno fatto tutto da soli.. Mah.. E oggi tutti a stringerle metaforicamente la mano, viste le restrizioni, ed a ringraziarla degli aiuti che lo stato centrale ha dato ai territori, invece di chiedere conto dei miliardi di euro che vengono tutti gli anni versati.

Benvenuto Presidente. Benvenuto in Lombardia. Sa i Lombardi il 22 ottobre 2017, assieme ai Veneti, sono stati chiamati a votare per chiedere, e già qua è un’anomalia perché i territori che produco PIL non dovrebbero chiedere ma pretendere, una maggiore autonomia. E, pensi Presidente, che la larghissima maggioranza si è espressa a favore. Peccato che da allora più niente. Lei che è il papà di tutti gli italiani, anche quelli Lombardi e Veneti, cosa ne pensa di fare pressione affinché il governo, da lei nominato, accolga la volontà popolare? E non mi dica la solita favoletta trita e ritrita che lei non può e non deve intervenire sull’attività dei governi perché li nomina lei, li revoca lei e le leggi le firma lei.

Benvenuto Presidente. Forse lo sa ma nel caso glielo ricordo io: in questa terra produttiva vi sono migliaia di aziende in seria difficoltà e con esse milioni di famiglie. Molte di esse non hanno ricevuto nessun aiuto economico da parte dello stato. E sono disperate. Che dice la facciamo una telefonatina per sollecitare, visto che lei può? A noi manco rispondono più.

Benvenuto Presidente. Le vorrei chiedere un’ultima cosa, una mia curiosità: lei che si è battuto contro i populisti, definendoli fuori dalla storia, perché ha dato loro mandato di formare gli ultimi due governi? È solo una mia curiosità a cui non riesco a dare una risposta.

Benvenuto Presidente. Benvenuto in Padania. O forse anche no.

Roberto Pisani
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Regista televisivo e teatrale

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