Caro Presidente Le scrivo…..

Matteo Giombelli, titolare della Pasticceria Caffetteria Giombelli di Appiano Gentile, ha scritto al Governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana.

“Buonasera Signor Fontana, capisco che sia dura questa situazione ma, La prego, basta restrizioni. C’è gente che, come me, ci campa e mantiene ben altre tre famiglie con la propria attività, ma la situazione non è a lungo sostenibile in questa maniera. Se Lei decidesse di fare ulteriori restrizioni saremo l’ennesima attività a chiudere e chi darà da mangiare alle mie figlie, alla mia famiglia, ai miei dipendenti? Forse sarebbe il caso di punire solamente chi non mantiene le regole. Mi auguro che ne faccia tesoro di ciò che Le ho scritto. Con questo le auguro buon proseguimento “.

Questa è la lettera che Matteo Giombelli, giovane e famoso pasticciere, titolare della Pasticceria Caffetteria di Appiano Gentile, in provincia di Como, che porta il suo nome, ha scritto al Governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana. Queste poche righe, scritte con il cuore in mano, di fronte a possibili nuove restrizioni circa il problema assembramenti ed al cosiddetto caso movida. Certamente, in questi giorni, si è fatto un gran parlare di questi assembramenti o presunti tali, molte volte, come spesso accade, anche a sproposito. Molti articoli di giornali, molti servizi delle testate giornalistiche televisive, quasi al limite del terrorismo, ma ahimé in questa pandemia ce ne siamo purtroppo spesso accorti, circa atteggiamenti “sconsiderati” nelle piazze e nelle vie di molte città, grandi e piccole. Ovviamente se da una parte, anche comprensibilmente, si mette in guardia circa il rinfocolare di contagi da Covid 19, dall’altra molti commercianti sono terrorizzati da dichiarazioni di Sindaci e Governatori che minacciano nuove ulteriori restrizioni. Uno scenario che potrebbe definitivamente “uccidere” tutti coloro, già costretti da un lungo e sconsiderato lockdown, che si ritroverebbero a vivere un ulteriore dramma. In questo caso le ricadute non sarebbero devastanti, di più. Per moltissimi sarebbe la fine, il colpo di grazia finale.

Il vero rischio, come da più parti sottolineato, che possa fare più morti la crisi economica che il virus stesso. Ci stiamo avvicinando all’estate, alle belle giornate, al caldo, il pensiero che non si possa godere di un po’ di libertà, troppo a lungo inspiegabilmente “soffocata”, è terribile! Giusto condannare gli eccessi ma tutto deve essere ricondotto ad un alveo di ragionevolezza. Sicuramente ci saranno stati comportamenti spregiudicati, si possono modificare certamente, ma attenzione a non cadere nella trappola delle sanzioni, restrizioni, della delazione e degli sceriffi che stanno spuntando come funghi. Ma soprattutto attenzione a non penalizzare i lavoratori del settore che, giova ricordare, hanno il sacrosanto diritto a lavorare e tutelare le proprie attività. La Costituzione stessa, l’articolo 1, sancisce che la Repubblica è fondata sul lavoro, quindi è sacrosanto diritto tutelare chi un lavoro ce l’ha e chi con il proprio lavoro mantiene la propria famiglia e quella di tutti i propri dipendenti. Visto che le varie promesse di soldi a fiumi, cascate di denaro, sono state la classica barzelletta politicalgovernativa, il classico “spottone” e nulla più. Bisogna ritornare presto a far imperare il buon senso, quello che è mancato dall’inizio di questa storia.

Caro Presidente Le scrivo..... 1 Nord Notizie
Il Governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana
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