Prefetto anti movida: colpirne tanti per educarli tutti.

Vito Danilo Gagliardi, Prefetto di Cremona, ex Questore di Varese, Verona, Cagliari, Venezia.

Dopo i runner, i ciclisti, quelli che passeggiano, quelli che fumano, quelli che hanno le auto con le targhe dispari, quelli che portano i mocassini invece che le scarpe da ginnastica, ora tutti contro la movida! Niente, il lockdown ha provocato dei danni irreparabili. Certamente, come in tutte le cose, occorre il buon senso ma che adesso sia il caso di fare una campagna nazionale contro i giovani e la movida, francamente non ci siamo proprio. Le preoccupazioni che più dovrebbero attanagliare i cittadini, emergenza economica, probabile perdita di oltre cinquecentomila posti di lavoro nei prossimi mesi, problematiche legate alla scuola, la stessa emergenza sanitaria non ancora risolta, sembrano passare in second’ordine di fronte al problema, mediatico per eccellenza, la movida e le restrizioni antiassembramenti. A tal punto che il Prefetto di Cremona, Vito Danilo Gagliardi, ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno fatto indubbiamente clamore.

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La movida milanese sabato scorso.

Prima il pesante attacco rivolto ai ragazzi che frequentano la movida “vanno distanziati e fermati”, poi l’inquietante idea “si potrebbe arrivare alla denuncia per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità (questo rimarcare sempre l’autorità sta oltrepassando la preoccupante soglia di rischio…), l’articolo 650 del codice penale, perché se alla movida si aggiunge anche lo sfottò, il menefreghismo dei ragazzi, allora, i ragazzi vanno denunciati tutti. Sto cercando tutti gli appigli normativi per incidere, per lasciare il segno, per marchiare. A questo punto, bisogna colpire non più uno, ma tanti, per cercare di educarli tutti”. Queste affermazioni fanno rabbrividire e sono di una gravità pazzesca. Purtroppo stiamo assistendo ad una deriva da stato di polizia, il proliferare di pseudo sceriffi, della delazione sistemica. Tutto ciò deve indurre ad una riflessione profonda, nessuna emergenza sanitaria puo’ limitare le libertà individuali, la libertà viene prima di tutto, senza libertà non esiste salute. Sentire un funzionario di stato, meglio un burocrate di stato, dichiarare di studiare tutti gli appigli per arrivare a “punire” chi si ritrova con gli amici per passare qualche attimo di socialità è qualcosa di inaudito. Ancora più infelice il richiamo al pensiero antidemocratico di Mao Tse-Tung, che giova sempre ricordare essere stato un dittatore comunista, “colpirne uno per educarne cento”, divenuto tristemente famoso degli anni settanta durante i feroci scontri politici di piazza. Imporre la linea dura non è esagerato è follia. Pensare di trasformare o far passare un intento educativo in un intento punitivo contro i giovani che si ritrovano per socializzare, loro diritto sacrosanto, è certamente fuori luogo, per toccarla piano.

Prima le multe per le autocertificazioni, poi ancora le sanzioni per mascherine, per il distanziamento, adesso la movida, tutto porta ad una drastica, illegittima riduzione delle libertà personali sancite dalla Costituzione. Avere creato volutamente un clima di paura, di terrore che pare quasi studiato per azzerare le difese dei cittadini che, grazie alla paura, possono (per alcuni devono) diventare sudditi, devono accettare supinamente ogni vessazione, è aberrante.

“Dobbiamo dare delle indicazioni precise e condivise per frenare questa situazione perché così non arriviamo a settembre” tuona ancora il Prefetto. Le manchevolezze della politica hanno creato dei danni pazzeschi, l’essersi affidati tout court alla “dittatura” dei virologhi oltre che folle ci ha posto in una condizione di debolezza assurda e assoluta. Ed in questo vuoto sono emerse tutte queste dicotomie tra le varie componenti delle istituzioni. Hanno preso il sopravvento i protagonismi di figure come il Prefetto Gagliardi, il Governatore De Luca, dei Burioni, dei Lopalco, dei Ricciardi.

Una delle battaglie storiche della Lega Bossiana fu quella della totale abolizione dei prefetti, tra l’altro dichiarata anche da Matteo Salvini al momento della sua elezione a segretario federale nel 2013. Molti sembrano aver dimenticato questo importante cavallo di battaglia, oggi più che mai, attualissimo. In momenti di crisi economica, in momenti di tagli dei costi, quanto sarebbe opportuno eliminare queste inutili e costose figure? In un mondo ideale, autonomo ed indipendentista, i prefetti non troverebbero certamente spazio.

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Fabio Sandroni 42 altri articoli
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