Cacciari: “In autunno sara’ una tragedia”

Massimo Cacciari, veneziano, filosofo, accademico, opinionista, ex Sindaco di Venezia, ex parlamentare ed ex eurodeputato.

“Ci sveglieremo a settembre-ottobre e sarà una tragedia”. Questo è il pensiero di Massimo Cacciari, il filosofo ex Sindaco di Venezia, a Otto e Mezzo, ospite di Lilli Gruber, su La 7. Cacciari, partendo dal presupposto che il virus non è ancora scomparso sottolinea come non si muore di solo Covid e che è necessario cercare di mettere in funzione il paese anche con qualche margine di rischio. La questione deve essere gestita in modo articolato, non centralistico e burocratico come purtroppo è stata e continua essere gestita, specificando che se non si mettono in campo tutte le possibili soluzioni per ripartire ci troveremo in una situazione tragica, sarà l’apocalisse. Estremamente critico con quello che secondo il suo pensiero è il Decreto Rilancio, incautamente chiamato rilancio. Forte la critica, assolutamente condivisa, all’esaltazione del centralismo, dello statalismo, una metastasi, un male atavico che affligge questo maledetto paese e da cui sembra non si esca mai.

Stroncata la proposta del ministro Francesco Boccia da Bisceglie circa i sessantamila assistenti civici, una via di mezzo tra gli sceriffini di basso livello e gli infamoni seriali, proposta che secondo il professore genera ridicoli mostriciattoli. “Discutiamo di Boccia? Ma vogliamo scherzare? Ci sveglieremo a settembre-ottobre e sarà una tragedia”.

Il filosofo continua sottolineando ancora come invece di concentrarsi opportunamente su alcuni filoni, si tenda ad incerottare tutti alla stessa maniera, senza minimamente differenziare e senza tener conto dei pensieri per riassestare il paese, che nel pensiero di Cacciari è definito sciagurato paese. Sbagliatissimo considerare tutto uguale, con la pretesa di dirigere tutto dall’alto. Centomila clausole, non chiare, non gestibili, non controllabili sono una inutile zavorra per il rilancio. Bisognerebbe gestire tutto con intelligenza, significativo e da scolpire sulla roccia il concetto “IL CENTRALISMO È IL CONTRARIO DELL’INTELLIGENZA”.

In un momento dove molti pseudo autonomisti, federalisti, indipendentisti risultano essere latitanti o peggio imitano gli struzzi mettendo la testa sotto la sabbia, sentire una intellighenzia di sinistra, un intellettuale punto di riferimento della sinistra stessa, esternare questi concetti riconciglia con la vita.

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