Un nuovo folklore per un nuovo Autonomismo

Da qualche tempo la carta stampata, complice anche l’affievolirsi degli effetti della sbornia sovranista, sembra aver riscoperto la Questione Settentrionale. Un po’ per reale interesse, un po’ per gossip relativamente alle questioni interne alla Lega Salvini Premier e ad un presunto malcontento da parte di alcuni dirigenti, di tanto in tanto viene resuscitata la “vecchia Lega Nord”. Quella di Umberto Bossi. Sappiamo però che nei fatti, pur esistendo formalmente, la Lega Nord e tutte le sue strutture sono state letteralmente fagocitate e inglobate nella nuova “creatura salviniana”. Sinceramente non credo che la Lega, quella pro Nord, possa tornare. Lo stesso nome del vecchio partito, anche “grazie” al revisionismo attuato dalla Lega nazional-popolare è indissolubilmente legato alle vicende giudiziarie che portarono Bossi alle dimissioni da Segretario del movimento e al conseguente crollo dei consensi. Con un colpo di spugna sono stati cancellati decenni di battaglie per il Nord.

Escluso quindi il ritorno di una Lega Nord privata di qualsiasi appeal elettorale, anche nei confronti dello stesso elettorato che chiede più attenzione per il Nord, non rimane che riporre tutte le speranze in un nuovo soggetto politico capace di portare aventi le istanze di quei milioni di elettori che, nell’Ottobre 2017, hanno chiesto maggiore autonomia per Lombardia e Veneto.

Ma le istanze autonomiste basate sulle sole questioni economiche sono sufficienti a smuovere le coscienze di un Lombardo-Veneto (e non solo) demoralizzato da decenni di annunci e autonomie ( ergo risorse) promesse e ripromesse, annunciate e sempre posticipate? Non credo. L’autonomia vista e interpretata dal solo punto di vista economico è destinata al fallimento. Lo capì bene il Senatore Umberto Bossi che nel fondare la Lega Lombarda, e successivamente la Lega Nord, creò un vero e proprio folklore padanista capace di riunire sotto lo stesso tetto regioni e territori diversi tra loro ma accomunati dall’avversione allo strapotere e alla prepotenza dello Stato italiano romanocentrico. Ecco allora la riscoperta delle battaglie della Lega Lombarda contro l’Impero nel Medioevo, la rievocazione di Pontida quale momento di aggregazione dei Comuni del Nord, l’ampolla con l’acqua del Po raccolta alla fonte a Pian del Re e versata nella laguna di Venezia quale simbolo di unione di tutte le terre bagnate dal Grande Fiume.

Oggi di tutto ciò non rimane nulla. Smantellato in fretta e furia per far posto al nuovo pantheon salvinista in salsa tricolore che comprende tutti, ma proprio tutti, per non scontentare nessuno (da Nord a Sud, da destra a sinistra) in un melting pot ideologico che riesce a mettere assieme Oriana Fallaci, Papa Wojtyla, Papa Ratzinger, ma anche Enrico Berlinguer e il guru del sovranismo Steve Bannon. Tutti insieme indistintamente senza alcun pregiudizio ideologico alla caccia dell’ultimo voto.

E il Nord allora? Al Nord chi ci pensa più. Se la Lega Salvini Premier ha sostituito il pensiero rivoluzionario del grande costituzionalista Prof. Gianfranco Miglio con la ben più commerciale ed aggregante Nutella, non rimane che rivolgersi altrove ma non sarà sufficiente ricordare l’esito del referendum del 22 Ottobre 2017 per riunire popolazioni disilluse ed oggi colpite pure dagli effetti di una emergenza sanitaria i cui risvolti economici e sociali sono ancora di là da venire.

Dare importanza solo ad aspetti economico-commerciali-finanziari, non spingerà milioni di persone in piazza a chiedere l’autonomia che vogliono e che hanno votato. Le genti del Nord necessitano di tornare a sentirsi comunità. Proprio come nella Padania di Bossi, necessitano di miti aggreganti e di un nuovo folklore nordista. Recuperare l’ampolla, Pontida, il Da Giussano, ecc ? Anche no. Probabilmente appartengono ad un passato (ingiustamente e malamente) archiviato. Ciò non toglie che la storia del Nord è ricca di eventi, di fatti, di personaggi storici, di eroi che possono essere riscoperti e riproposti quali nuovi miti fondativi di un nuovo movimento (non per forza partito) autonomista. Qualche esempio? Le Pasque Veronesi e tutte le insorgenze antifrancesi di fine Settecento-inizi Ottocento. Ma si tratta di un mero esempio. L’obiettivo non è perdersi in disquisizioni storiche ma creare un passato comune e condiviso. A tale scopo perché non rivalutare personaggi che a diverso titolo hanno fatto grande il Nord in tempi passati ma anche recenti. Artisti, poeti, ma anche sportivi, imprenditori. Non ci sono e non ci devono essere limiti alla (ri)costruzione di una nuova cultura autonomista padana. Pazienza se a volte l’adozione del tal personaggio o del tal fatto storico sembrerà una cinica forzatura votata alla causa. In fin dei conti anche il celebre attore Bruce Lee non sapeva, e probabilmente non avrebbe mai potuto immaginare, che un giorno il suo insegnamento “Siate come l’acqua” avrebbe infiammato i cuori di migliaia di giovani manifestanti “hongkonghesi”che lottano contro l’autoritarismo di Pechino

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About Marco Prandini 7 Articles
Autore per NordNotizie

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