Gli assistenti civici. L’ennesima stupidaggine del Governo italiano

Giuseppe Conte

Il governo italiano ha partorito l’ennesima stupidaggine. Gli assistenti civici per contrastare gli assembramenti. in ambito di prevenzione del contagio da Covid 19.

Non so se c’è ancora chi si ricorda delle ronde padane, della sorveglianza del controllo di vicinato e delle tante altre iniziative che i cittadini hanno preso nel tempo per tentare di difendersi da ladri e truffatori che infestavano soprattutto la Lombardia e le regioni del nord.

Le ronde padane erano servizi di volontariato che rispondevano ad una esigenza molto sentita dalla gente. Contrastare quelli che chiamano, “atti predatori” o “reati contro il patrimonio” che costituiscono quasi l’80% dei reati denunciati, ogni anno, alle forze dell’ordine. Queste iniziative dei cittadini sono state nel tempo contrastate e disincentivate in ogni modo.

Persino quando era chiaro l’intento non politico erano lette con un “se non sei capace tu, lo facciamo noi”. I volontari sono stati accusati di ogni male possibile, dal voler far tornare il Far West, sottolineando con questo la volontà di farsi giustizia da soli, alla voglia di essere dei “Rambo” pur non avendone la fisicità, e nemmeno l’esperienza. Si insomma, dei matti con un fucile. Eppure fucili non ne sono mai stati trovati, durante tutta la storia di questo tipo di esperienze. Erano accuse senza senso e senza fondamento che in alcuni casi hanno persino portato a dei processi lunghissimi, costosi e inutili.

Guardia Nazionale Padana. Gli assistenti civici del 1996

In almeno un caso, quello della guardia nazionale padana, ha portato nel 2017 all’assoluzione completa degli aderenti e alla condanna dell’Italia per aver fatto durare un processo e delle indagini 21 anni. Già dimenticato cosa si è fatto passare a quelle 31 persone oneste che osavano difendere casa e patrimonio della comunità?

Accordi con il governo italiano?

L’unico accordo che è stato trovato per permettere la partecipazione dei cittadini alle operazioni di sicurezza fu mentre Roberto Maroni era ministro dell’Interno. Veniva concesso ai cittadini di partecipare alla sicurezza organizzandosi solo se seguivano regole stringenti e i loro nomi depositati in prefettura per essere tenuti sotto strettissimo controllo. Quella legge di fatto azzero ogni possibilità di effettuare dei servizi civici di sorveglianza autorganizzati. Le norme imposte erano così difficili da rispettare che praticamente nessuno riusciva ad ottenere le autorizzazioni necessarie.

Punito anche il vocabolario

Persino la parola ronde fu cassata come inusabile. Doveva essere cancellata dal vocabolario. Qualsiasi iniziativa era chiamata “passeggiate”, “un giretto”, un “controllo di vicinato” e con qualsiasi altro sinonimo che non rischiasse di innervosire i prefetti.

Sicurezza partecipata solo dal 2016

Solo dopo decenni si è arrivati, in Lombardia dal 2016, a poter timidamente parlare di “sicurezza partecipata” e permettere l’uso delle guardie GEV, degli ausiliari del traffico, e delle associazioni di volontari controllatissimi, formati specificatamente, e convenzionate e che collaborano con le amministrazioni locali con compiti definiti e in stretta dipendenza alla polizia locale ( nonni vigili, sorveglianza, segnalazione e poco altro).

Volontari, senza stipendi

In ogni caso tutti i volontari che si occupavano di questi tipo di servizi non potevano ricevere denaro, stipendi o ricompense. Di nessun genere. E i volontari sono tutti ben consci che stanno effettuando un servizio gratuito a difesa del proprio paese, della propria città.

E adesso arrivano gli “assistenti civici”?

Ora arrivano questi qua al governo, in un connubio fallimentare, e si inventano gli “assistenti civici” che dovrebbero impedire gli assembramenti, cioè effettuare compiti di ordine pubblico, perché è tale quando si deve impedire a persone libere di fare qualcosa che non è contro la legge, contro la Costituzione e non costituisce un reato.

Gli assistenti civici dovrebbero anche avere uno stipendio per fare, senza nessuna preparazione, ciò che i Volontari fanno gratuitamente dopo aver superato una durissima selezione e corsi professionali.

Il compito a chi ha preso il reddito di cittadinanza?

Quello che fa venire i brividi è la caratteristica che vorrebbero inserire per fare l’assistente civico. Essere titolare di reddito di cittadinanza. Eviterò di dire a chi hanno concesso il reddito di cittadinanza, ma sottolineo che è stato scoperto che molti appartenenti alla ndrangheta, in quanto ufficialmente nullatenenti, disoccupati e nulla facenti sono titolari di reddito di cittadinanza.

La formazione degli assistenti civici

Gli assistenti civici non avrebbero nemmeno la possibilità di fare quel poco di formazione che permetta loro di capire la differenza fra un assembramento e un riunirsi stando a distanza da un metro. Per formare un volontario che si occupi di sicurezza pubblica servono almeno 3 mesi. Però fra 3 mesi dovremmo essere tutti fuori dalle restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria covid 19.

Quindi, o questi assistenti civici arriveranno comunque fuori tempo massimo per essere utili a qualcosa, oppure il governo centrale italiano, dopo aver rotto le scatole per decenni a lombardi e veneti che tentavano di difendersi dai furti e dalle aggressioni, che si è adattato a tutte le possibili restrizioni imposte, improvvisamente deciso che l’ordine pubblico lo può fare il primo che passa per strada a cui danno una magliettina, e uno stipendio, da “impiegato di Conte” o da “ squadraccia governativa”.

Evito di scrivere una conclusione finale. Ho già scritto troppo. Do per scontato che abbiate capito tutti cosa mi sta passando per la testa, e che non sono pensieri e concetti che si possono scrivere su un giornale senza che vi siano conseguenze giuridiche.

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About Ilaria Maria Preti 13 Articles
Giornalista metà Milanese e metà Mantovana. Coordino la redazione di Nord Notizie. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Nella mia giovinezza ho collaborato con Tvci, una delle prime televisioni private e così sono anche parte della storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 speaker di Radio Padania, collaboro con alcune testate giornalistiche, portali informativi e blog fra cui anche Co Notizie News Zoom

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