Los Von Rom- Via da Roma: parola di Schützen.

Benedici il nostro impegno di salvaguardare ogni nostra tradizione che provenga dal senso di appartenenze alla Comunità civile e quella Cristiana, e concedici di vivere insieme nella concordia e nella pace”
(tratto da “Preghiera degli Schützen”.)

Recentemente tornata agli onori della cronaca, amplificata dall’emergenza sanitaria, la voglia di secessione dall’Italia dei sudtirolesi non si è mai sopita. Sono infatti recenti le scritte apparse nelle valli altoatesine che inneggiano all’indipendenza da Roma, opera degli Schützen, l’associazione culturale che si prefigge di preservarne le tradizioni e la cultura. Noi abbiamo raggiunto il comandante degli Schützen sudtirolesi, Jürgen Wirth Anderlan eletto il 27 aprile 2019 durante la 54esima assemblea dell’organizzazione tenutasi a Bolzano.

48 anni di Caldaro, padre di quattro figli, contadino e maestro di sci, ha assunto da subito una posizione molto critica riguardo all’attuale situazione altoatesina.

Lei è stato eletto nel 2019 comandante degli Schützen altoatesini. Innanzitutto altoatesini o sudtirolesi?

Sudtirolesi. “Alto Adige“ è un termine inventato a tavolino e imposto da chi stava ben lontano dalla nostra terra. Il Sudtirolo è la parte meridionale del Tirolo, una regione con secoli di storia spaccata in due dopo la prima guerra mondiale. Tirolesi siamo, tirolesi restiamo.

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da sinistra: Enzo Cestari, comandante Schützen Trentino, Jurgen Wirth Anderlan comandante Schützen Sudtirolo e Fritz Tiefenthaler comandante Schützen Tirolo Austriaco

Quanti sono gli Schutzen sudtirolesi e come sono organizzati?

Siamo in 6000 e siamo suddivisi in 141 compagnie, abbiamo inoltre tre bande musicali. Le varie compagnie sono raggruppate in sette distretti. Ogni distretto elegge dei deputati che siedono nel Bundesausschuss, il consiglio. Ogni compagnia elegge i propri ufficiali, la democrazia di base è un concetto molto antico nelle zone alpine. La nostra gioventù è il nostro orgoglio e ogni anno diventano di più.

Che tipo di attività svolgete?

Schützen vuol dire proteggere. Noi proteggiamo la nostra cultura, la nostra tradizione e la nostra lingua in questo stato straniero che non è il nostro. Gli Schützen in origine erano una milizia territoriale con soli scopi difensivi. Oggi il nostro ruolo non è militare, ma culturale, storico ed ideale. Noi curiamo, manteniamo difendiamo ciò in cui crediamo con la libertà d’espressione non con le armi.

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La vostra organizzazione è stata più volte al centro di polemiche da parte dei partiti nazionalisti italiani fino a chiedere il vostro scioglimento, anche recentemente. Come replica alle accuse di anti italianità, di essere un’organizzazione paramilitare, di essere filo nazisti ecc.?

Agli ultranazionalisti non piace il nostro impegno a favore delle nostre tradizioni, della nostra storia e del diritto all’autodeterminazione. Noi non siamo contro nessun popolo, siamo contrari all’imposizione di un’identità, che non è nostra, il mancato rispetto per i nostri diritti, la nostra cultura e la nostra lingua. Nelle nostre fila militano persone di madrelingua tedesca, ladina e italiana noi non abbiamo mai criticato gli italiani, spesso critichiamo però lo stato italiano che è ben diverso.

Siete recentemente balzati agli onori della cronaca per le scritte di fuoco e i cartelli che inneggiavano all’indipendenza della vostra regione. Ma voi volete l’indipendenza dall’Italia, la riunificazione tirolese oppure l’annessione all’Austria come una nuova regione?

Noi vogliamo poter decidere in modo democratico e pacifico quale sarà il futuro della nostra terra. Alcuni ambiscono ad un Sudtirolo indipendente, altri vogliono la riunificazione con l’Austria. A decidere sarà la maggioranza.

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Voi siete una provincia autonoma. Come giudica la vostra autonomia? Siete soddisfatti?

La nostra autonomia viene costantemente attaccata e messa in discussione dai vari governi a Roma. In verità le nostre possibilità di autogovernarci sono fortemente limitate, basti confrontare la nostra autonomia alla vasta gamma di competenze che spettano ad un Bundesland tedesco o un cantone svizzero. Per esempio: nonostante la nostra provincia sia uno dei maggiori contribuenti netti in Italia, nonostante il fatto che autofinanziamo in toto il nostro sistema sanitario, nonostante il fatto che i nostri ospedali curino pazienti provenienti da altre regioni e che queste regioni non abbiano ancora saldato i conti, vari governi italiani ci hanno imposto dei tagli alla nostra sanità provinciale che hanno comportato forti difficoltà una volta scoppiata la crisi COVID.

Nel 2017 anche Lombardia e Veneto hanno chiesto l’autonomia regionale attraverso un referendum. Cosa ne pensa?

I cittadini lombardi e veneti sanno cosa è giusto per le loro regioni. Credo fortemente nel diritto di autodeterminazione, quindi credo che i cittadini debbano poter decidere qual è il miglior assetto istituzionale e normativo del loro territorio.

Che rapporti avete con i partiti italiani? E con quelli austriaci?

Siamo un’organizzazione apartitica. Parliamo con chiunque creda nella democrazia.

Come giudica il progetto politico indipendentista intrapreso qualche tempo fa dalla Lega Nord? Pare che al momento sia stato abbandonato del tutto.

Credo che lo dovrà chiedere alla Lega Nord.

Lascio a lei la conclusione di questa chiacchierata.

Siamo patrioti. Noi amiamo la nostra terra, la nostra cultura e il nostro popolo e rispettiamo tutti gli altri popoli e culture.

Roberto Pisani
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Regista televisivo e teatrale

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