America o Cina? Mitteleuropa, grazie !

La crisi sanitaria dovuta al Covid – 19 sembra aver riacceso lo scontro tra il paese dello Zio Sam e l’impero del Dragone. I media hanno dato l’impressione che il tutto sia riconducibile a scaramucce pre elettorali del sempre più imprevedibile Presidente Donald Trump. Purtroppo, l’eccessiva attenzione posta sulle uscite estemporanee di The Donald, ci fanno distogliere lo sguardo dalla realtà dei fatti. Obama, Trump o Biden non fa alcuna differenza. Gli Stati Uniti d’America saranno sempre più costretti a contrastare l’ascesa, apparentemente inarrestabile, del capitalismo di stato Made in China. L’emergenza sanitaria ha, forse solo momentaneamente, interrotto la via che la Cina sta intraprendendo verso la conquista se non dell’economia mondiale, quantomeno della simpatia e dei favori del mondo occidentale attraverso la “Belt and Road Initiative”.

La nuova disputa circa le eventuali responsabilità sulla diffusione del virus Covid – 19 avrà sicuramente, ancora una volta, ricadute pesanti sull’economia mondiale. Soprattutto sull’Europa, da tempo schiacciata tra i due pesi massimi. I motivi dello scontro, al quale l’Europa (politica), vale a dire l’Unione, assiste inerme, vanno ben al di là delle responsabilità sanitarie. Economia mondiale, tecnologia, strategia militare sono il vero motivo dello scontro.

E l’Italia ? Affascinata dal soft power della “Nuova Via della Seta” (primo paese europeo ad aderire alla Belt and Road Initiative durante il governo gialloverde) e subito richiamata all’ordine da Washington, sembra del tutto incapace di trovare una propria via. Se lo Stato italiano si barcamena senza voler mai prendere posizione, evidentemente incapace di elaborare una sua visione geopolitica che sappia guardare oltre le contingenze; sta alle Regioni cercare la loro vocazione in un mondo sempre più globalizzato ma anche (ri)polarizzato. E’ allora inutile volgere lo sguardo ad Oriente alla ricerca di un nuovo padrone, così come è altrettanto inutile volgere lo sguardo ad Ovest sperando in un nuovo Piano Marshall a stelle e strisce.

La salvezza delle Regioni, quantomeno quelle del Nord Italia, passa per una riproposizione in chiave moderna di un nuovo sogno Mitteleuropeo. Il Lombardo – Veneto, e chi lo guida, dovrà scegliere in tempi brevi. Rimanere ancorati al giogo Romano o guardare con maggiore attenzione alle regioni dei paesi circostanti e vicine non solo geograficamente ma anche e soprattutto culturalmente? La scelta non può che ricardare sulla seconda possibilità. Serve urgentemente una sorta di “Europa nell’Europa” costituita da piccole patrie appartenenti si (al momento) ad entità statuali diverse ma con le quali le stesse hanno (spesso) poco o ben poco da spartire. L’Europa di Mezzo non è, e non deve essere, un luogo fantastico, né tanto meno una utopia. La Mitteleuropa (politica) è un luogo da costruire e da difendere, con tutte le sue diversità da preservare.

La Mitteleuropa è la Contea Tolkeniana. Le forze di Mordor e dei suoi accoliti sono nettamente superiori. Dazi doganali, ingenti capitali da investire, forza militare, immigrazione incontrollata e burocrazia le armi di cui dispongono. Da qui la necessità di intensificare il dialogo e l’interazione tra i governi di territori che, accomunati da un idem sentir, condividono lo stesso destino. Morte o gloria per la Mitteleuropa è morte o gloria per l’Europa intera.

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Marco Prandini 7 altri articoli
Autore per NordNotizie

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