Chico Forti: lottiamo per liberarlo!

Enrico “Chico” Forti, nato a Trento nel 1959, 8 Febbraio per l’esattezza, ex velista ed ex produttore televisivo, e’ detenuto dal 2000 negli Stati Uniti, dove sta scontando la pena dell’ergastolo per l’omicidio di Dale Pike.

Il caso Chico Forti è sicuramente, da vent’anni a questa parte, un caso che fa molto discutere e molto rumore. Partendo dalla vita stessa di Chico, sportivo attivo e vincente, nel suo palmares figurano la vittoria del campionato italiano di vela, classe catamarano Dart, la partecipazione a due campionati europei e sei campionati mondiali di windsurf. Esperto sciatore, nei primi anni novanta partecipa, vincendo una consistente somma di denaro, a Tele Mike presentandosi sulla storia del windsurf che gli consentira’, un paio d’anni dopo, di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel 1990 apre la casa di produzione Hang Loose che trasmette su Super Channel prima e su Espn dopo. Sulle ali del successo del programma Hang Loose, specializzato in sport estremi, crea le premesse per la nascita degli Extreme Games. Già opinionista in programmi sportivi televisivi come Record con Giacomo Crosa, Jonathan dimensione avventura con Ambrogio Fogart e anche sulla giapponese Asahi TV dove si occupa di Sport Usa. Nel suo curriculum numerosi articoli scritti per riviste specializzate in sport velici e windsurf e numerosi filmati sugli sport estremi. Negli States Chico conosce e sposa la modella, ex Miss America, Heather Crane dalla quale nasceranno tre figli, Savannah Sky, Jenna Bleu e Francesco Luce.

Ma tra tanti successivi sportivi, editoriali ed imprenditoriali, il 15 giugno 2020 la vita di Chico Forti si stravolgera’ per sempre. Il 15 febbraio del 1998 l’australiano Dale Pike, figlio di Anthony Pike, considerato un truffatore pieno di debiti, dal quale Forti stava acquistando un Hotel ad Ibiza (hotel ritenuto un “white elephant”, un elefante bianco, cioè una truffa), viene rinvenuto cadavere nella spiaggia Sewer Beach a Miami, assassinato con due colpi d’arma da fuoco calibro 22. In pochi giorni Forti si trova a passare da uomo, sportivo, imprenditore di successo ad ergastolano. Infatti proprio il 15 giugno 2020 viene condannato per omicidio in concorso con ignoti, senza lo straccio di una prova e senza alcun movente e da quella data inizia il suo calvario, nel Dade Correctional Institutiondi Florida City.

Forti viene preso a capro espiatorio, addirittura tradito dal suo stesso legale, Ira Loewy, tanto che molti sospetteranno una collusione con l’accusa. Si sospettano anche collusioni tra detective, pubblico ministero ed il giudice a cui viene affidato il processo. Tutti questi personaggi sono al corrente di un documentario realizzato da Forti, “Il sorriso della medusa”, documentario sull’assassinio di Gianni Versace, avvenuto sempre a Miami, il 15 luglio 1997. Nel documentario in questione Forti non lesina accuse di corruzione, screditando l’azione e l’operato della polizia di Miami, con nomi e cognomi. La motivazione della condanna recita testualmente che la Corte non ha le prove che Forti abbia premuto il grilletto contro Dale Pike ma ha la sensazione, al di là di ogni dubbio, che sia stato l’ispiratore del delitto, specificando che i complici non erano stati ancora trovati ma che probabilmente quanto prima sarebbero stati rintracciati e ovviamente che avrebbero avuto la stessa sorte dell’imputato. La condanna risulta perentoria, ergastolo senza condizionale e trasferimento nel penitenziario di Stato.

Visto che il governo italiano sta ancora pavoneggiandosi per la “brillante” (?????) risoluzione del caso Silvia Romano, sarebbe opportuno che si attivi, con tutti i mezzi diplomatici e politici, affinché Chico Forti possa fare rientro il prima possibile, a casa sua, senza se e senza ma! Non esistono cittadini di serie A e serie B, e mai come in questo caso, in presenza di un atto di prevaricazione, di aberrazione del diritto e dei diritti dell’uomo, bisogna mettere in campo tutta la fermezza istituzionale affinché venga ristabilito il sacrosanto diritto della giustizia e della vita di un uomo. Qui non occorre pagare pizzi, riscatti, nemmeno un solo minuto del residuo fiscale della Lombardia, del Veneto, della Liguria, che ahimé, rimarranno nei forzieri romani magari per garantire il salario a migliaia di guardie forestali collocate in certe latitudini dello stivale.

CHICO FORTI LIBERO !!!

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