Le mascherine a 50 centesimi non si trovano. Federfarma chiarisce

Federfarma, attraverso un comunicato stampa, chiarisce i motivi per cui, nelle farmacie risulti quasi impossibile reperire le mascherine oggetto dell’accordo con il commissario Arcuri. E’, come al solito un “affaire” all’italiana. Si comunica in pompa magna l’attacco alla speculazione con la vendita calmierata delle mascherine a 50 centesimi e poi delle mascherine nessuna traccia. Ed aspettiamo anche l’azzeramento dell’IVA che oggi è al 22% ovvero le mascherine, oggi strumento salvavita ed obbligatorio in molte situazioni, come sui mezzi pubblici, sono gravate della quota più elevata di tassazione.

Federfarma, con questo comunicato, fornisce alcune chiavi di lettura alla assenza sul mercato delle mascherine.

“Federfarma ritiene necessario fare chiarezza in tema di mascherine chirurgiche, tanto più in queste ore in cui il Paese inizia a ripartire, con la Fase 2, e il loro uso è essenziale, insieme al  distanziamento fisico e al lavaggio accurato delle mani, per evitare di ritrovarsi tra qualche settimana costretti a una nuova quarantena.


La  Farmacia Italiana per la sua capillare distribuzione sul territorio è presidio sanitario di prossimità per tutti i cittadini, ugualmente ed ovunque. In un momento di ripartenza come l’attuale, Federfarma  vuole porre l’attenzione sulle esigenze dei cittadini più fragili, immunodepressi, malati cronici e pazienti in cure chemioterapiche, confermando la propria disponibilità a distribuire gratuitamente ai soggetti aventi diritto le mascherine che perverranno dalla Pubblica Amministrazione.


A seguito dell’accordo siglato da Federfarma il 1° maggio con il Commissario Straordinario, Domenico Arcuri, le mascherine chirurgiche costano al pubblico 0,61 euro (cioè 0,50 + iva 22%, fino al momento in cui l’iva non sarà azzerata, come preannunciato dal Governo).
Al momento le mascherine sono ancora disponibili presso alcune farmacie, mentre la stragrande maggioranza le ha già vendute proprio in previsione della Fase 2. Tali carenze sono dovute a vari motivi:

Quelle con regolare marchio CE sono introvabili sul mercato.


Quelle importate con autocertificazione del produttore/importatore, assimilabili alle chirurgiche, che quindi potrebbero andare in vendita a 61 centesimi (talora anche già in giacenza presso i distributori che riforniscono le farmacie) non possono essere vendute senza la conformità da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.


Quelle che le farmacie attendono dalla Pubblica Amministrazione (al costo di acquisto di 40 centesimi) non sono ancora state consegnate dai distributori intermedi: peraltro l’accordo è stato siglato solo il  1° maggio e vanno considerati i necessari tempi tecnici. Per questo motivo ieri il Commissario Straordinario, alla presenza di Federfarma, ha convocato i rappresentanti della distribuzione intermedia per favorire la conclusione di un accordo commerciale con un qualificato fornitore nazionale, che renderà disponibili 5 milioni di mascherine chirurgiche per i prossimi 7 giorni e 10 milioni settimanali, a regime, dalla seconda metà di maggio.


Le farmacie  in questi mesi hanno lavorato con passione e professionalità al servizio dei cittadini, in condizioni difficili e mettendo a rischio la propria salute, specie nelle zone  più martoriate del Paese.


Federfarma ribadisce che le farmacie si sono sempre poste al servizio delle Istituzioni e del cittadino per rendere disponibile le mascherine al prezzo stabilito dal Commissario Straordinario,  sottolinea altresì  che il farmacista non è mai venuto meno alla sua mission di distribuire il farmaco e di dispensare consigli professionali a tutela  della  salute pubblica anche in un contesto emergenziale  unico nella sua portata”.

Gianantonio Bevilacqua
Gianantonio Bevilacqua 238 altri articoli
Gianantonio Bevilacqua, giornalista pubblicista dal 1998 Ordine dei Giornalisti - Regione Lombardia. , Esperto di difesa e politica

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