Il proconsole Zaia

11/11/2019 Mestre, presentazione del libro di Mario Bertolissi al Museo M9 : Luca Zaia - . - fotografo: Errebi - Mirco Toniolo

Chi era il Proconsole? Ai tempi dell’Impero Romano era colui il quale gestiva e guidava la provincia romana, ovviamente rimanendo sotto il totale controllo di Roma, totale sottomissione ai Cesari, sia sotto il profilo militare che soprattutto economica (tasse e tributi per intenderci).Ora direte voi, cosa c’entra tutto ciò col Veneto e soprattutto con la figura del governatore Luca Zaia?

È bene sapere che oggi Zaia ha raggiunto in Veneto il suo apice di consensi. Possiamo dire che questo Covid-19, seppur all’inizio abbia creato qualche problema anche a lui sotto il profilo della gestione (ma a chi non l’ha creato?) sia servito a far dimenticare in due settimane al popolo veneto, i problemi che fino a fine gennaio erano ben noti. Non è passata una vita, ma solo pochi mesi da quando il mondo intero vide Venezia sott’acqua, dove allora, cercando spiegazioni, ci sentivamo rispondere da parte del governatore di rivolgerci al sindaco della Serenissima. Ed è miracoloso come due mesi di epidemia possano cancellare i quasi tre anni trascorsi dal quel famoso 22 Ottobre 2017, una delle pagine e prese in giro più vergognose della storia di questa regione e di questo pseudo sgangherato paese.

Sia chiaro che i problemi non sono certo solo questi, anzi ne abbiamo assai di più (vogliamo parlare dell’inquinamento?) ma mi sono soffermato su quelli più recenti e più noti.Ma nonostante tutto ciò, il popolo Veneto, il popolo che si lamenta delle tasse da un lato ma che vota i partiti che tutelano gli interessi nazionali dall altro (e quindi di conseguenza danneggiando il Veneto), il popolo che fino a ieri parlandogli di eccellenza sanitaria ti sbraitava menzionandoti le code ai pronto soccorso, le liste di attesa per un esame diagnostico e l’enorme crescita della sanità privata a discapito di quella pubblica, i posti letto tagliati e gli ospedali chiusi.

Ebbene, tutti o quasi hanno già dimenticato. Una cosa che non sopporto a questo proposito la voglio esprimere. Non ho mai tollerato l’aggettivo eccellenza rispetto alla sanità veneta. Perché direte voi? Senza sminuire, ma a scuola mi hanno insegnato che i paragoni sono tali se fatti con stessi parametri di giudizio e di proporzione. Ergo, eccellenza rispetto a chi o che cosa? Alla sanità calabrese o campana? Beh, è facile cosi, ma forse più che di eccellenza bisognerebbe parlare di normalità o peggio ancora di sopravvivenza rispetto alle altre USL nazionali.

Per emergere come eccellenza devi essere confrontato con altre realtà note come eccellenti, penso alla Sanità Svizzera, Austriaca o Tedesca. Il problema è che se ci mettiamo a confronto con loro, risultiamo noi i calabresi. Ma torniamo a noi, tutto dimenticato, tant’è che se si andasse al voto domani , Zaia vincerebbe le elezioni senza dover fare campagna elettorale e soprattutto anche presentandosi da solo con la propria “Lista Zaia”, volendo, senza l’appoggio della lista Lega (per enorme gioia dei zaiani e altrettanta rabbia dei salviniani) che già nel 2015 fu tartassata dalla lista nemica-amica.

A proposito, breve parentesi, uno Zaia vincitore senza il sostegno di Salvini sarebbe stata cosa impensabile fino ai primi Mojito del Cazzaro Blu (non verde). Ma dopo le elezioni emiliane più di qualcuno sui colli trevigiani si è reso conto che la sua figura non avrebbe portato tutto questo vantaggio. Oggi  il Doge gode della stima del popolo Veneto e anche nazionale per la gestione dell’emergenza Coronavirus. Bene, il problema è la mancanza di visione che vada oltre la punta del naso.

Qualcuno ha pensato al dopo? Conte è considerato il nemico numero uno di noi Veneti, per due mesi di impedimento lavorativo e soprattutto additando come miseria i 600 € dati alle partite iva. OK, capisco, ma qualcuno mi spiega allora cosa dovremo pensare di chi ogni anno consegna regolarmente qualcosa come 1520 miliardi di Euro proprio allo stato ora rappresentato da Conte? Avete letto bene, miliardi, non milioni. Per chi è ancora affezionato alla Lira, sarebbero 15 mila miliardi del vecchio conio. Suona meglio così? Si tratta del tanto famoso (anzi, magari fosse davvero noto a tutti) residuo fiscale, che conti alla mano, corrisponde a 300 € all’anno a veneto. Attenzione, ho detto a veneto, non a nucleo familiare o azienda. 

Oltretutto chi ogni anno permette tutto questo e che parla di tutelare il popolo veneto, dimentica i 2milioni e 300mila veneti che gli hanno conferito mandato per cambiare tutto ciò. Concludendo, mi rivolgo quindi a voi leoni dal ruggito degno di un criceto, siete ancora convinti che il problema dello stato nel Veneto sia iniziato 2 mesi fa col Covid-19? O ancora prima con la nascita del governo giallo-rosso? Iniziate a pensare e ad agire da Veneti, e smettetela di essere sudditi di un Proconsole che esegue da un lato gli ordini da Roma e dall’altro quelli che arrivano dalle segreterie leghiste calabresi e campane, smettetela di voler trovare a tutti i costi un capo espiratorio al di fuori del Veneto, pur di non vedere la realtà. Siamo stati un popolo straordinario nei secoli passati, ora ahimè vedo un Veneto non degno di San Marco ma del tricolore che vi sta cuocendo a fuoco molto lento.

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Fabio Benetti 1 articolo
blogger di Nord Notizie. Classe 88, imprenditore agricolo. Orgoglioso delle proprie radici e della storia del popolo Veneto

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