25 Aprile: il Veneto riparte e scende in piazza col suo Gonfalone

di Giovanni Pasquini

Partite Iva, autonomisti e cittadini uniti: “Riaprire subito. 18 miliardi persi nel settore turistico e 40mila posti di lavoro perduti”

E’ un vero e proprio bollettino di guerra quello che si sta profilando in Veneto per uno dei settori di punta dell’economia locale, ossia quello Turistico. 18 i miliardi persi dall’inizio della crisi generata dal lockdown imposto dalla pandemia di Coronavirus e quasi 40mila posti di lavoro persi o a rischio per questa motivazione. Mentre a Roma il Governo centrale sembra traccheggiare sull’ipotesi lanciata dai Governatori delle tre principali Regioni padane, fra le quali spicca quella guidata dal presidente Zaia, che hanno indicato il 4 Maggio come la data opportuna per un progressivo riavvio delle attività, i rappresentanti delle partite Iva, assieme a quelli degli autonomisti veneti e alle associazioni di cittadini, sembrano avere le idee chiare e hanno deciso di darsi appuntamento nella storica Piazza San Marco della città lagunare.

Una petizione per ripartire

Il 25 Aprile, in occasione delle celebrazioni per la festività del patrono San Marco,  a ritrovarsi nei pressi di Palazzo Ducale, ci saranno un po’ tutti. Con una petizione dal titolo “Riapriamo il Veneto senza “Se” e senza “Ma”, sottoscritta da alcune associazioni quali i “Pescatori di pace” e “Liberiamo i bambini”, ma anche da accademici e legali quali, per esempio, l’avvocato Taormina, piuttosto che dai serenissimi dell’Associazione culturale veneta e i membri del Patto per l’Autonomia di Roberto Agirmo, non si chiede solamente di riattivare le attività produttive di un territorio con grande vocazione imprenditoriale, ma c’è dell’altra. Per la prima volta gli appartenenti alla cosiddetta “società civile” del veneto, superando steccati ideologici e posizioni oltranziste, riconoscono l’esistenza di aspirazioni comuni del Popolo Veneto per superare la  situazione di crisi già esistente prima dell’avvento del Covid-19.

“Veneti, è arrivato il momento di unirci”

Comincia proprio con queste parole la sottoscrizione riportata sul sito “Citizen Go”, lanciando alcune parole d’ordine attorno alle quali si vuole raccogliere adesioni in maniera trasversale. “In Veneto c’è un virus più forte del Covid-19 e si chiama Stato. La sua burocrazia, la sua lentezza e il suo cinismo emergono in questo periodo di grande sofferenza del nostro Popolo” si legge chiaramente nel testo della convocazione, che prosegue snocciolando i numeri di quella che viene individuata come una catastrofe economico-finanziaria senza precedenti, causata dalla latitanza delle istituzioni che avrebbero il compito di intervenire.

“Il 25 aprile scendiamo in piazza San Marco a Venezia al grido di libertà” ribadiscono gli organizzatori, “per rendere omaggio al Santo Patrono di Venezia, per chiamare alla rinascita il suo popolo, per chiedere libertà e lavoro. Libertà di circolare, di lavorare, di professare la nostra fede, di vedere le nostre famiglie e i nostri amici. Libertà per i nostri figli”. Richieste chiare e spontanee, fatte comunque con grande senso di responsabilità perché “Il tutto dovrà avvenire ovviamente nel rispetto degli altri, indossando la mascherina, ma sventolando il nostro simbolo: il Leone di San Marco”.

Il link alla petizione veneta: https://www.citizengo.org/it/178603-il-veneto-riapra-senza-se-e-senza-ma-tutti-piazza-san-marco?utm_source=wa&utm_medium=social&utm_content=typage&utm_campaign=

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