Immuni l’app discussa

Partiamo dall’inizio, cos’e Immuni, la tanto discussa app che sta facendo molto parlare di se, in questi giorni? Immuni è l’applicazione per il tracciamento, da scaricare sui telefonini, che il Governo ha deciso di lanciare per poter finalmente passare alla Fase 2, dopo il lockdown causato dal famigerato corona virus.

Premettendo che l’applicazione è, al momento, assolutamente facoltativa, come mai sta generando così tante polemiche, in molti casi anche feroci?

Moltissime sono le preoccupazioni che sta suscitando a partire dalle evidenti criticità di ordine giuridico, geopolitico, economico e addirittura di sicurezza nazionale, a tal punto di suscitare l’intervento del Copasir. Per chi non ne fosse a conoscenza il Copasir, acronimo di Comitato parlamentare sicurezza Repubblica, organo bicamerale composto da cinque senatori e cinque deputati che garantiscono rappresentanza paritaria tra maggioranza e opposizione e presieduto da un esponente dell’opposizione, si occupa di verificare che l’attività del sistema informazione per la sicurezza si svolga nel totale rispetto della Costituzione e delle leggi nell’esclusivo interesse e per la difesa della Repubblica e delle sue istituzioni. Bene,il Copasir ha chiesto l’intervento dei Servizi Segreti per verificare se dietro alla società Bending Spoons, società per azioni creatrice della contestata applicazione, possano nascondersi interessi lesivi alla sicurezza nazionale. Non solo,ha anche chiesto l’audizione del ministro della salute Speranza, del ministro dell’innovazione Pisano e del direttore del Dis (Dipartimento informazioni sicurezza) Vecchione e del vicedirettore per la cybersicurezza del Dis Baldoni.

Immuni ricordiamo che dovrebbe servire per il tracciamento dei contagi Covid19 e quindi al contenimento dei contagi stessi e quindi evitare una ulteriore diffusione del virus. Il presidente del consiglio Conte ha confermato, anche se oramai alle sue parole sembra non credere più nessuno, che l’utilizzo sarà su base volontaria e non ci saranno limitazioni per coloro i quali non la scaricheranno. Il commissario all’emergenza Arcuri (ogni tanto si manifesta…..) in conferenza stampa ha dichiarato che senza misure di tracciamento dei contagi non sarà possibile allentare le misure di contenimento. Il ministro Di Maio, con una uscita degna del suo “spessore”, si è affrettato a ricordare che tutti già sono tracciati sui Social. Definire imbarazzanti le dichiarazioni del tandem Arcuri-Di Maio è mero eufemismo. In tutta questa schiera di dichiarazioni trovano spazio anche quelle del Garante per la Privacy Antonello Soro che sottolinea come Immuni sarebbe utile solo nel caso in cui fosse possibile fare tempestivamente i tamponi a tutti quelli potenzialmente infetti. Secondo Soro è fondamentale la fiducia dei cittadini, soprattutto se l’app venisse percepita come obbligo e pertanto non gradita, il rischio a cui si andrebbe incontro sarebbe quello che molti lascino i loro smartphone a casa facendo venir meno qualunque efficacia della strategia.

Fin qui abbiamo capito che siamo in presenza dell’ennesima singolare trovata italica che dovrebbe pure avere l’avvallo del parlamento. Andiamo oltre, chi sono i finanziatori della società Bending Spoons? Secondo Il Sole 24 Ore troviamo Renzo Rosso, fondatore della Diesel, Paolo Marzotto, Giuliana Benetton, i Dompe’ (farmaceutica), i Lucchini (storica famiglia dell’acciaio), i figli di Silvio Berlusconi, il finanziere Davide Serra, il principale finanziatore delle campagne elettorali di Matteo Renzi e Nuo Capital specializzata in investimenti di fondi cinesi in Italia. Cosa molto interessante branding Spoons fa parte di un consorzio privato (PEPP-PT) con sede in Svizzera nel quale opera la Fondazione Svizzera Botnar aderentead una rete chiamata SwissFondations vigilata dal Dipartimento degli Interni della Repubblica Elvetica. Un minestrone Italia, Svizzera, Cina. Tutto questo per la gestione di dati sensibili dei cittadini. W la trasparenza.

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Fabio Sandroni 42 altri articoli
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