In Lombardia decidono i Lombardi non lo Stato né “change.org”

Si doveva vedere anche questa. La petizione “Commissariare la Sanità lombarda: va fatto ora” promossa da associazioni di sinistra ha già superato le 30mila firme ed ovviamente è già stata ripresa da “certi” giornali nazionali che cercano il casus belli per scatenarsi contro l’Amministrazione lombarda.

Sia ben chiaro, chiunque si dimostrerà aver sbagliato nella gestione di questa tremenda crisi, dovrà pagare, a tutti i livelli, dal Governo alle Regioni, ai dirigenti sanitari. Ma permettete alcune considerazioni basilari per comprendere perchè i Lombardi debbano rimandare al mittente tali provocazioni, sempre che solo di provocazioni si tratti.

Primo, cosa sarebbe successo se i focolai del coronavirus si fossero sviluppati inizialmente in Campania o in Sicilia invece che in Lombardia? Quale sanità avrebbe ostacolato l’epidemia in quelle Regioni? Come si permette l’illustre (ma anche no) signor Roberto Saviano sul primo quotidiano francese “Le Monde” a dichiarare che “La lombardia ha pagato a caro prezzo le mancanze del suo sistema sanitario misto pubblico-privato“? Guardasse a casa sua!

Queste sono le prime domande alle quali una risposta sarebbe gradita da coloro che stanno firmando la petizione per commissariare la sanità lombarda che equivale a commissariare la regione.

Secondo. Da settant’anni la Lombardia in particolare, ma come lei anche le altre regioni del Nord, è vessata da un prelievo fiscale stratosferico, includendo in ciò anche il pizzo di 54 miliardi annui di residuo fiscale che la regione “devolve” allo Stato ed al Sud. Ma sono tasse dei lombardi. Se pensiamo che il bilancio della Regione Lombardia si aggira sui 23 miliardi annui, ben capiamo il livello, non solo della sanità ma anche dei trasporti o del welfare la regione potrebbe vantare disponendo dei “suoi soldi” come chiaramente chiesto con il processo di autonomia che ha visto 3 milioni di lombardi al voto nell’ottobre 2017.

Terzo. Solo negli ultimi anni i trasferimenti alle regioni hanno subito tagli importanti che hanno obbligato gli amministratori a rivedere i servizi per mantenere un equilibrio di bilancio.

Quarto. Se errori ci sono stati e non dubitiamo che ve ne siano stati a tutti i livelli di governo nazionale e regionale, sarà la magistratura che avrà il dovere di indagare e di punire, sempre ammesso che la politica non trovi il modo di salvare se stessa con lo scudo penale contro il quale NordNotizie raccoglie le firme, queste si di giustizia.

In conclusione, l’eventuale decisione di commissariare la sanità o qualunque altro comparto pubblico di competenza regionale, spetta ai Lombardi e non certo all’intrusione dello Stato cui forse non par vero di ricercare una qualsiasi scusa per abortire il processo di Autonomia

A questo giochino noi non ci stiamo e come si dice a Milano “foeura di ball”

Gianantonio Bevilacqua
Gianantonio Bevilacqua 238 altri articoli
Gianantonio Bevilacqua, giornalista pubblicista dal 1998 Ordine dei Giornalisti - Regione Lombardia. , Esperto di difesa e politica

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