Marco Giachetti, dal nuovo Policlinico all’Ospedale Fiera

Architetto, presidente del Policlinico, tra cantieri e sale di rianimazione

Marco Giachetti è nato nel 1964 a Como. Laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 1989, l’anno successivo ottiene il Master in Disegno Industriale alla Domus Academy di Milano. Nel 1997 fonda lo studio Alberico&Giachetti architetti associati, specializzato in ristrutturazioni e costruzioni civili e industriali. Dal 2016 è presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

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Presidente Giachetti, grazie per la sua disponibilità visto che il tempo in questo momento è prezioso, soprattutto per i malati. Subito una domanda utile per tutti coloro che guardano al Policlinico. Voi vi siete trovati in questa grande emergenza nel mentre state costruendo il nuovo Policlinico. Come siete messi? Riuscite a far fronte alle richieste? Ci dia qualche numero

Finalmente dopo anni di attesa avevamo  raggiunto il grande traguardo di dare alla città il nuovo policlinico purtroppo appena iniziati i lavori abbiamo dovuto, come tutti cantieri , sospenderli e ci siamo trovati a fronteggiare questa terribile emergenza  ma troveremo il modo di recuperare i tempi persi con nuove tecnologie di prefabbricazione e organizzazione dei lavori.

Cosi, abbiamo fatto di necessitavirtù e invece che costruire il nuovo ospedale ci siamo ritrovati aristrutturare il vecchio facendo un lavoro incredibile in poco tempo.

Prima delcoronavirus, in Policlinico c’erano 18 posti letto di Terapia Intensivadedicata a pazienti adulti, su un totale di 900 posti letto. Ad oggi, perrispondere all’emergenza Covid-19, l’Ospedale ha attrezzato nell’arco di duesettimane un totale di circa 110 posti di Terapia Intensiva e Sub-Intensiva, acui si aggiungono ulteriori 200 posti letto ad alta intensità di cura ededicati a pazienti Covid positivi. Mantenendo comunque aperti e operativi queireparti e quelle attività essenziali come i parti, le dialisi i trapianti, lachirurgia e gli ambulatori oncologici.

Uno sforzoimportante cui adesso si aggiunge l’onerosa gestione del padiglione emergenzarealizzato tempi record autonomamente da regione Lombardia in fiera.Sono molto orgogliosooggi più che mai del personale del policlinico che come dimostra la nostrastoria di più di 500 anni ci ha sempre visto al servizio dei milanesi e deilombardi anche nei momenti più difficili

Presidente, assistiamo giornalmente a polemiche tra le istituzioni regionali e quelle governative. Decreti, Ordinanze. Intanto la gente muore. Non sia politico, sia il manager che è, cosa è mancato da tutte le parti in causa, dove sia è sbagliato in una emergenza così terribile ed imprevedibile.

E’ unasituazione cosi enorme, imprevedibile e inimmaginabile che era veramenteimpossibile gestirla da subito al meglio a tutti i livelli senza commettereerrori.

Prese le misurepoi le cose si possono comunicare a gestire quantomeno meglio.

Sicuramente nonhanno giovato le direttive contrastanti, ritardate e confusionarie e troppospesso contraddittorie, il non avere le idee chiare e non avere una gestionecommissariale della crisi,  si è pensatoa gestire il gravemente eccezionale con strumenti e burocrazia ordinari e tempitroppo lunghi di risposta alle necessità che invece ne richiedevano diversi esicuramente hanno impattato i confini non del tutto chiari di competenza trastato e regioni oltre alla mancata organizzazione di una struttura dedicataquesto tipo di crisi.

Posso peròcapire la difficoltà enorme di prendere decisioni urgenti e così importantisenza riferimenti passati in una situazione cosi critica che si sta’ evolvendoad una velocità davvero inimmaginabile.

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Presidente, un pizzico di politica. Si è parlato tanto di Autonomia delle Regioni. Nulla è stato fatto finora. Come sarebbe cambiata la situazione dei nostri ospedali, del nostro Sistema Sanitario, nel modo in cui gestire l’emergenza, se vi fosse stata una Autonomia finanziaria, gestionale e decisionale, dopo decenni di tagli alla Sanità pubblica anche in Lombardia?

– Sicuramente,mai come in questo momento, a fronte dell’atteggiamento di questa Europa edella confusione, lentezza e povertà di intervento dello stato centrale a darerisposte ai territori più colpiti che sono anche quelli più produttivi delpaese, la necessità di una vera autonomia delle regioni deve diventare un temaprioritario in agenda .Autonomia significaanche poter rispondere con la necessaria incisività e immediatezza con risorsee misure idonee grazie alla conoscenza del territorio e alla vicinanza e lapossibilità di intervento immediato senza aspettare direttive da chi da lontanonon può comprendere fino in fondo la vera gravità

La sanitàpubblica lombarda, eccellenza europea è sottoposta da anni a tagli lineari etrasferimento di risorse come altre regioni dove però tutta questa eccellenza nonsi è creata ed è solo grazie alla ottima gestione delle amministrazioniregionali che si sono succedute in Lombardia che si è riusciti a tenere illivello alto grazie ad una gestione oculata ed immettendo risorse proprieottenute da risparmi e grazie agli aiuti di tante associazioni e cittadini maoramai in maniera sempre più stringente limitando purtroppo lo sviluppoulteriore di questa eccellenza.Una gestione autonomadelle competenze e delle risorse in campo sanitario come in molte altrecompetenze potrebbe fare ancora di più e meglio con un trattamento economicomigliore per i propri operatori di cui purtroppo solo oggi ci rendiamo contodella loro importanza e preziosità

Gianantonio Bevilacqua
Gianantonio Bevilacqua 238 altri articoli
Gianantonio Bevilacqua, giornalista pubblicista dal 1998 Ordine dei Giornalisti - Regione Lombardia. , Esperto di difesa e politica

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