Roberto Napoletano. La teoria inversa

Roberto Napoletano, 59 anni, direttore de “Il quotidiano del Sud”, ex direttore de “Il Sole 24 ORE” (2011/2016)

Roberto Napoletano

Analizziamo questo singolare testo di Roberto Napoletano, direttore de “Il Quotidiano del Sud” ed ex direttore de “Il Sole 24 ORE”.

Secondo l’autore il Nord “scipperebbe”, questo è il termine esatto usato, 61 miliardi all’anno al Sud, cercando di capovolgere lo stereotipo del meridione assistito che, al contrario, è stato abbandonato.
Nella prefazione del libro si parla di una inchiesta esplosiva sulle vere cause, e le vere responsabilità, di un Italia divisa in due, che si fa la guerra invece di unire le forze.

Secondo Napoletano “la politica si è abituata da vent’anni a togliere investimenti al Sud per soddisfare le pretese dei questuanti di turno, sistemare gli amici degli amici nel coacervo di enti pubblici proliferati con la spesa facile. Tutti collocati nelle ricche regioni del Nord”. Sempre secondo Napoletano i 61 miliardi (probabilmente facendo una conversione euro/lira….) dovuti (?) al Sud che vengono ogni anno regalati al Nord “si tratta del più grande furto di stato mai conosciuto nella storia recente della Repubblica Italiana. I numeri di questa operazione verita’ fanno tremare vene e polsi, e permettono legittimamente di chiedersi se l’Italia esista ancora”.

Sull’ultimo punto, legitimamente in molti anche al Nord si sono fatti spesso la stessa domanda. Queste teorie che definire singolari è mero eufemismo cozzano con una realtà, ahinoi, molto ma molto diversa.

Sarebbe interessante capire dall’illustre giornalista cosa ne pensa della Cassa del Mezzogiorno e di tutti quei quattrini cascati a pioggia nella stessa e di cui molto spesso non se ne è avuta traccia. Dei fondi europei, degli stanziamenti per opere faraoniche che, o non sono state realizzate o sono rimaste incompiute. Sarebbe interessante capire come mai in una Regione del sud ci sono più forestali che nell’intero Nord del Paese. Come mai la Sanità che, in questi giorni desta così tante preoccupazioni, è considerata debole o non all’altezza? Come mai non ci sono infrastrutture, non si è mai voluto investire sulle stesse? Come mai non c’è mai stato un piano industriale serio? Cosa ne pensa di Termine Imerese o di Pomigliano d’Arco? Non parliamo poi della Terra dei fuochi. Però pare di capire che tutto questo e’ colpa del nord predone.

Caro dott. Napoletano le dicono qualcosa i costi standard? In democrazia ognuno è libero di esprimere le proprie idee, mancherebbe altro e dimostrare tutte le tesi, i complotti o presunti tali. Certamente le tesi espresse sul suo libro sembrano veramente utopia allo stato puro o forse lo scopo era quello di veicolare un messaggio largamente fuorviante e fazioso?
Cordialmente.

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