500 milioni per Alitalia. Fal(A)litalia

Alitalia aerei

Nel Cura Italia, il famoso, per il momento solo sulla carta, piano di sostegno economico straordinario per scongiurare il default da pandemia, troviamo uno stanziamento di ben 500 milioni di euro a favore di Alitalia.

Storia dei ripianamenti statali per Alitalia

È datato Giugno 1975 il primo grosso innesto di denaro pubblico, circa 250 milioni di euro attuali che l’allora Governo presieduto da Aldo Moro destinò alle casse della compagnia di bandiera mediante aumento di capitale dell’Iri. Nel biennio 76/77 i Governi presieduti da Giulio Andreotti, sempre tramite la sottoscrizione di aumento di capitale dell’Iri, destinarono circa altri 400 milioni di euro.

Dopo una fase di “stanca” nel settembre del 1980 è Francesco Cossiga che, sempre mediante l’Iri procede ad un altra sottoscrizione di aumento di capitale pari a oltre 100 milioni di euro. Negli anni a seguire, 1981/1990, sotto le guide di Spadolini, Craxi, De Mita e Andreotti, altre sottoscrizione di aumenti di capitale tramite l’Iri pari a circa 1.130 milioni di euro.

Mister Euro

La vera “svolta” arriva con mister euro, al secolo Romano Prodi, detto il mortadella, con una bella sottoscrizione di aumento di capitale tramite Iri per ben 1.459 milioni di euro. Praticamente in un ventennio la bellezza di 3.239 milioni di euro.

Ma visto che al peggio non c’è purtroppo mai fine ecco che tra il 2001 e il 2002 il Governo Berlusconi tramite il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) sottoscrive altri aumenti di capitale per circa 1.030 milioni di euro, al quale fa seguito un garanzia statale su prestito di 9,5 milioni di euro nel dicembre del 2004, un aumento di capitale di Fintecna per Alitalia Servizi di 145 milioni di euro nel 2005 ed un ulteriore aumento di capitale del MEF nel novembre 2005 di 560 milioni di euro.

Ancora Mister Euro

Nel 2007 con il solito Prodi altro aumento di capitale Fintecna per Alitalia Servizi di 49 milioni di euro e nell’aprile 2008 prestito ponte di 332 milioni di euro. Finito? Neanche per idea. Nel dicembre 2013 Governo Letta ingresso di Poste Italiane con 75 milioni di euro di capitale. Solo un anno dopo, governo Renzi Poste Italiane compra obbligazioni convertibili per 75 milioni di euro.

Alitalia ha bruciato circa 10 miliardi di euro

Arriviamo al 2017, governo Gentiloni ed al prestito ponte, in due tranche, per un importo di 900 milioni di euro. Facendo due conti sommari, in circa quarant’anni Alitalia ha gravato sullo Stato per, euro più euro meno, 6.520 milioni di euro ai quali vanno aggiunti contributi, altri contributi pubblici e perdite d’esercizio arrivando a 7.400 milioni circa, ovvero 7,4 miliardi di euro!!!

Secondo alcuni le stime potrebbero addirittura essere in difetto, parlando di circa 10 miliardi di euro. La domanda che sorge spontanea è, se era il caso, in un decreto che necessita urgentemente di entrare a gamba tesa contro una crisi dilagante, strisciante, subdola che rischia di mettere in ginocchio milioni di persone, di destinare altri quattrini per questo fallimentare carrozzone, “postificio” per antonomasia, che molti cittadini vorrebbero non gravasse più nelle loro tasche per qualche altro decennio ancora. A mali estremi estremi rimedi, in questo caso come insegnano gli svizzeri con SwissAir, chiudere e mettere la parola fine, una volta per tutte, è la soluzione auspicabile.

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Fabio Sandroni 42 altri articoli
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