Intervista a Davide Boni: senza soldi a nulla servono le competenze!

Davide Boni Grande Nord

Chi non conosce Davide Boni non conosce la storia politica lombarda. 57 anni, mantovano ma milanese d’azione, in questi anni ha ricoperto molto cariche politiche ed istituzionali, quasi tutte tra le fila della Lega Lombarda prima e della Lega Nord per l’indipendenza della Padania poi.

Già consigliere provinciale, presidente di provincia, consigliere ed assessore regionale,presidente del Consiglio Regionale ha abbandonato la Lega in contrapposizione alla svolta nazionale dell’attuale segretario Matteo Salvini.
Attualmente riveste la carica di Segretario Nazionale Lombardia di Grande Nord, la confederazione fondata dall’on. Roberto Bernardelli, che porta avanti le istanze politiche della vecchia Lega Nord.

Il 22 ottobre 2017 i Lombardi assieme ai Veneti hanno espresso il loro desiderio di una maggiore autonomia territoriale. È soddisfatto delle azioni che Regione Lombardia ha perseguito finora nei confronti del governo centrale per far sì che questa volontà venga realizzata? 

Basta prendere atto che dal 22 Ottobre 2017 a marzo 2020 non vi sono stati evidenti e tangibili attività politico istituzionali che abbiano portato, anche in minima parte, a realizzare una parvenza di Autonomia. Le modalità di interferenze Stato Regioni, durante l’emergenza COVID 19 ne sono la prova tangibile. Vi è la richiesta da parte dello stato centrale, nemmeno velata, di riportare un controllo totale da parte di roma. Questo è inaccettabile.

Per Grande Nord l’autonomia cosa rappresenta? L’inizio di un percorso, il punto d’arrivo oppure una fase transitoria?

Per Grande Nord, ma questa non è una questione partitica, non può essere che l’inizio di un percorso, che si conclude dove si concludeva il quesito referendario, anche se da parte mia rimane fondamentale il nodo del residuo fiscale. Senza soldi a nulla servono le competenze.

Quali sono le azioni che pensate di intraprendere per il raggiungimento del vostro obiettivo?

Oggi più che mai occorre un Fronte Unico, politico e culturale per fare massa nei confronti dei partiti nazionalisti, nazionali e sovranisti. Partendo anche dalla rivendicazione dell’autonomia ma per arrivare in seconda battuta all’applicazione dell’art 132 della Costituzione, basta studiare un po’ Gianfranco Miglio, per arrivare alle macroregioni e proseguire per una Repubblica Federale, e per chi vorrà, come me alla autodeterminazione dei popoli, per qualcuno la Padania, per altri una Repubblica Confederale.

Roberto Pisani
Roberto Pisani 102 altri articoli
Regista televisivo e teatrale

Scrivi il primo commento

Rispondi, replica o rettifica