Rapina a Milano, il nordafricano nel Naviglio Grande, e la droga a Corsico

rapina a Milano con coltello

Rapina a Milano. Giovedì 26 marzo, intorno alle ore 15.00, una Volante della Polizia, allertata dalla Centrale Operativa, è intervenuta in Via Lodovico il Moro per la segnalazione di una rapina ai danni di una donna.

Secondo le prime ricostruzioni, un extracomunitario, probabilmente nordafricano, ha minacciato una donna, armato di coltello, facendosi consegnare il cellulare. L’autore veniva rintracciato poco dopo. Gli agenti, non potendo procedere in flagranza di reato in quanto il giovane non aveva con sè né l’arma né tanto meno il cellulare, hanno cercato di capire la dinamica dei fatti.

Mentre si stavano occupando dell’extracomunitario è sopraggiunta un altra volante in supporto. Proprio all’arrivo della seconda pattuglia un altro extracomunitario nordafricano ha cercato di scappare arrivando al punto di lanciarsi nel vicino Naviglio. Sfortunatamente, in questi giorni, il Naviglio Grande risulta essere praticamente in secca ed il giovane cadendo si è fratturato una gamba.

Mentre gli agenti si occupavano della rapina a Milano e i vigili del fuoco dell’ extracomunitario caduto nel Naviglio, a Corsico…

Solo con l’ausilio dei Vigili del Fuoco è stato recuperato e trasportato all’Ospedale di Niguarda per le cure del caso. Addosso i poliziotti gli hanno rinvenuto la somma di € 5.000,00 e successivamente hanno provveduto ad una perquisizione nel domicilio dichiarato dal nordafricano, a Corsico, dove lo stesso conviveva con altri connazionali.

Dopo la perquisizione gli agenti hanno rinvenuto pochi grammi di hashish attribuiti al detentore, un altro nordafricano indagato per spaccio di sostanze stupefacenti.

Al momento non si riesce a capire il motivo del possesso di una somma così elevata di denaro non congrua al quantitativo minimo di hashish rinvenuto. Nelle prossime ore verranno effettuati ulteriori accertamenti, in modo particolare quando sarà possibile identificare compiutamente il soggetto ricoverato al Niguarda e fotosegnalarlo.

È indubbiamente difficile accettare che mentre moltissimi onesti cittadini si trovino a vivere in una sorta di detenzione domiciliare, questi individui possano non solo contravvenire senza giustificato motivo ad un decreto stringente ma possano farla da padroni commettendo ogni sorta di crimine. I casi di occupazioni abusive negli alloggi popolari, di questi giorni, ne sono il classico esempio.

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