Andare per pane ai tempi del coronavirus

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Restate tutti a casa! Non uscite! Benissimo! Giustissimo!

E allora io ligio al dovere telefono al supermercato per farmi consegnare la spesa a domicilio, ma sorpresa: prima data utile per la consegna fra quattro giorni!

Non mi scoraggio ed armatomi di mascherina e guanti esco per fare la spesa almeno per qualche giorno.

Arrivo al supermercato di fiducia e trovo la solita fila di persone sotto il sole. Si entra col contagocce. Fa niente, mi armo di pazienza ed aspetto. Finalmente arriva il mio turno. Entro ed inizio gli acquisti: frutta, verdura, pasta ecc. Certo bisogna accontentarsi, sugli scaffali non è presente tutta la merce. Va beh si fa di necessità virtù.

Si ma per il pane come faccio? Prendo, come si dice dalle mie parti, la vaca pri ball e decido di farmelo da solo, rispolverando un vecchio regalo che mi fece mia madre prima di mancare: la macchina per il pane.

Armato di entusiasmo e di buona volontà mi reco allo scaffale della farina e del lievito: vuoto!!!

E adesso come faccio? Chiedo e la commessa a dovuta distanza mi dice che non consegnano per cui non si sa quando saranno ancora disponibili.

Ok. Mi reco a sto punto alla cassa e pago.

Deciso a perseguire il mio intento, già pregustavo un’attività in più durante questa quarantena, mi reco in un secondo supermercato che reputo più fornito. Lì sicuramente c’è tutto.

Arrivo nel parcheggio e la coda in attesa di entrare, se possibile, è ancora più lunga.

Pazientemente mi rimetto in coda e finalmente dopo quasi trenta minuti riesco ad entrare, lievemente disidratato visto il sole battente. Vado diretto allo scaffale preposto e finalmente eccola: la mia adorata farina. Naturalmente era rimasta solo quella più cara però fa niente. Ora prendo il lievito ed esco. Magari! Il lievito è esaurito! Ma no! E adesso? Mi reco alla cassa con solo la farina oppure l’acquisto in un terzo negozio? Dubbio amletico! E se poi non la trovo? Decido per la prima soluzione e non vi dico la faccia della cassiera e di chi era in fila alle casse con carrelli strapieni quando mi sono avvicinato con solo due pacchi di farina in mano.

Pago e mi reco a cercare questo benedetto lievito.

Arrivo al terzo punto vendita e manco a dirlo interminabile coda all’ingresso. Altra dose di abbronzatura e finalmente riesco ad entrare ed attenzione: qui il lievito c’è ed in abbondanza. In compenso ho fatto bene ad acquistare la farina nel secondo perché qua era esaurita. Vado alla cassa con la mia cospicua spesa di ben tre buste di lievito di birra essiccato e mi sono sentito come un ladro, sotto gli sguardi sdegnati di chi aspettava fuori sotto il sole: ecco questo esce solo per comperare il lievito!

Da questa esperienza traggo due conclusioni. La prima che bisogna armarsi di crema solare e rifornimento di acqua per andare a fare la spesa. La seconda è che prima di emettere decreti bisognerebbe pensare che questi dovrebbero forse essere scritti a doc territorio per territorio, secondo le proprie caratteristiche e la situazione reale che si vive in quel momento, non correre dietro a chi lo emette per primo per dimostrare che si è più bravi oppure, peggio ancora, che siamo tutti uguali, da nord a sud.

Roberto Pisani
Roberto Pisani 102 altri articoli
Regista televisivo e teatrale

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