Intervista a Giancarlo Pagliarini: i lombardi non decidono il loro futuro

Giancarlo Pagliarini

A margine dell’incontro pubblico organizzato a Pavia da Rete 22 Ottobre, in collaborazione con La Società dei Lungimiranti e al gruppo consigliare Pavia Prima dal tema “Quale futuro per la Lombardia”, abbiamo incontrato l’ex ministro del governo Berlusconi l’on. Giancarlo Pagliarini.

Stasera si parla di futuro della Lombardia. Chi meglio di lei che si fa chiamare “vecchio Paglia” può rispondere a questo quesito: quale sarà il futuro della Lombardia?

La cosa più tragicada dire è che il futuro della Lombardia non è deciso dalle personeche risiedono in Lombardia, è deciso a Roma. Noi siamo lo stato piùcentralizzato del mondo e per me questa è una follia! Il futurodella Lombardia non è deciso dai lombardi. A me sembra una roba damatti!

Lei che Lombardia vorrebbe?

Io vorrei unaRepubblica Federale Lombarda, con una costituzione uguale a quelladella Svizzera, dove prima dell’articolo 1 ci sono cinque premesse.Una delle premesse è: noi siamo diversi, ed è scritto nellacostituzione, però vogliamo lavorare assieme. Ecco qui in Italiaquesto concetto lo chiamano inciucio, in Svizzera invece lo chiamanoformula magica, capito? Se tu sei di sinistra io sono di destra nondobbiamo farci la guerra, dobbiamo lavorare assieme. Ma il problemaqual’è: in Svizzera si lavora assieme per i cittadini, in Italia cisi fa la guerra perché si vuole gestire il potere. E a questo puntova tutto a rotoli e purtroppo anche la Lombardia. Secessione!

Giancarlo Pagliarini. Quindi autonomia forte?

No, ho detto secessione! Tu l’autonomia ce l’hai dallo stato, oggi, ma domani lo stato te la toglie, non ci sono santi. In Svizzera non succede così perché ci sono 26 cantoni e ogni cantone è come se fosse uno stato, però ogni 100 metri tu vedi una bandiera rossocrociata. Perché diversi, sono diversi e restano diversi. Io non dirò mai che un lombardo è migliore di un siciliano, però diverso si. E mi piacerebbe lavorare assieme ad un siciliano. Ed invece no, devo fare quello che decidono a Roma. Non ha senso, non ha senso.

Roberto Pisani
Roberto Pisani 102 altri articoli
Regista televisivo e teatrale

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